CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 01.09.2015 N. 4096

L’illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l’irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un’opera pubblica non danno luogo all’acquisto dell’area da parte dell’Amministrazione anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità. Il privato, in questo contesto, ha diritto a chiedere la restituzione del terreno salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno; lo stesso ha, altresì, diritto al risarcimento dei danni per il periodo, non coperto dall’eventuale occupazione legittima, durante il quale ha subito la perdita delle utilità ricavabili dal terreno e ciò sino al momento della restituzione ovvero sino al momento in cui richieda il risarcimento del danno per equivalente, abdicando alla proprietà del terreno......
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.08.2015 N. 4014

E’ ammissibile un ricorso avverso il silenzio-rifiuto formatosi su di una istanza con la quale a seguito dell’annullamento in s.g. degli atti espropriativi, i proprietari istanti hanno chiesto alla P.A. espropriante di avvalersi dell’art. 42-bis del D.P.R. n. 327/2001 (cd. acquisizione sanante), fatto sempre salvo il ricorso a strumenti di natura privatistica, come la stipula di un contratto di acquisto avente anche funzione transattiva. Nell’attuale quadro normativo, vigente l’art. 42-bis del D.P.R. n. 327/2001, le Amministrazioni hanno sempre l’obbligo giuridico di far venir meno l’occupazione “sine titulo” e, quindi, di adeguare comunque la situazione di fatto a quella di diritto. Dunque, sussistendo in astratto un obbligo di provvedere, l’azione per silentium è validamente esperibile.....
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TAR EMILIA ROMAGNA - SENTENZA 26.08.2015 N. 784

E’ legittimo il diniego opposto da un Comune in ordine ad una istanza di accesso agli atti avanzata dal proprietario di un immobile per ottenere copia di un esposto-denuncia a seguito del quale la Polizia Municipale ha effettuato un sopralluogo presso l’immobile stesso. Infatti il soggetto che subisce l'attività ispettiva non può vantare alcun interesse giuridicamente tutelato a conoscere la fonte che ha originato l'attività di controllo della polizia, e ciò in quanto qualunque sia stata la ragione che ha mosso gli agenti, le conseguenze dannose per l’interessato possono nascere solo dall’esito del controllo. In altri termini, nessun vantaggio ai fini della difesa dei propri interessi può scaturire dalla conoscenza dell’autore dell’esposto, che peraltro potrebbe risultare anche anonimo....
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TAR LIGURIA - SENTENZA 21.08.2015 N. 718

E’ illegittimo il provvedimento con il quale un Comune ha dichiarato la decadenza di un permesso di costruire in sanatoria motivato con unico riferimento al fatto che l’interessato non ha osservato una prescrizione di carattere estetico per la quale la copertura del manufatto avrebbe dovuto essere costruita in laterizio; del resto non esiste alcuna previsione normativa che permetta di sottoporre un titolo edilizio a condizioni di natura estetica al di fuori dei casi contemplati dalla legge, ovvero che il mancato adempimento delle relative prescrizioni possa comportare la decadenza dell’assenso edificatorio dell’amministrazione; con la conseguenza che la suddetta condizione deve considerarsi come non apposta e la pronunciata decadenza del titolo edilizio illegittima ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 07.08.2015 N. 3898

L’installazione di una sbarra di metallo poggiante su due paletti in ferro, posizionata al fine di controllare l’accesso e la sosta di terzi nella proprietà, per la sua entità e tipologia, deve ricondursi nell’ambito degli interventi di «manutenzione ordinaria», per i quali non è richiesto alcun titolo abilitativo. E’ pertanto illegittimo il provvedimento con il quale un Comune, nel contestare l’abusività di detto intervento, perché realizzato senza che fosse stata presentata la dichiarazione di inizio attività, ha irrogato, previa richiesta di determinazione della somma dovuta all’Agenzia del territorio competente, una sanzione pecuniaria ...
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TAR CALABRIA - SENTENZA 03.08.2015 N. 809

E’ legittimo l’ordine di un Comune di immediata rimozione e smaltimento dei rifiuti esistenti in un’area posta accanto al sottopasso di una superstrada, che sia stato emesso nei confronti della società ANAS spa, in ragione della qualità di proprietaria del medesimo tratto stradale che non solo non ha provato, ma finanche allegato, l’adozione di alcuna cautela eventualmente adottata al fine di adempiere agli obblighi di custodia su di essa gravanti con ciò comprovando il proprio comportamento omissivo, fondante la corresponsabilità con gli autori dell'illecito....
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TAR VENETO - SENTENZA 29.07.2015 N. 878

E’ legittimo il provvedimento del prefetto di annullamento della trascrizione dell’atto di matrimonio celebrato all’estero tra due soggetti dello stesso sesso, vista la posizione di sovra-ordinazione statale nei confronti del sindaco quale ufficiale di Governo ed il conseguente potere d’annullamento d’ufficio, in via gerarchica, degli atti illegittimamente adottati in tal veste. Detti poteri, infatti, trovano fondamento normativo nella previsione dell’art. 9, commi 1 e 2, del d.P.R. n. 396/2000, secondo cui la quale il sindaco, in qualità di esecutore della legge nazionale e non anche di rappresentante della comunità locale, è tenuto “ad uniformarsi alle istruzioni che vengono impartite dal Ministero dell’Interno”, istruzioni della cui corretta esecuzione è specificatamente incaricato il prefetto in quanto titolare del relativo potere di vigilanza....
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TAR LAZIO - SENTENZA 25.07.2015 N. 10231

L'attività edilizia costituita dalla rimozione della copertura preesistente di un fabbricato e nella installazione di una nuova copertura in pannelli coibentati va qualificato come intervento di manutenzione straordinaria e non già di ristrutturazione edilizia, come tale quindi subordinato alla mera segnalazione certificata di inizio attività, la cui carenza comporta, ai sensi dell’art. 37, comma 1, del D.P.R. 380 del 2001, la comminatoria della sola sanzione pecuniaria. Ne consegue l'illegittimità del provvedimento di demolizione comminato dall'Amministrazione comunale per carenza di titolo edilizio...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 21.07.2015 N. 3615

Nel giudizio amministrativo avente oggetto procedure di gara, il ricorso incidentale va esaminato prima del ricorso principale, quando abbia carattere “escludente”, cioè quando sia con esso contestata la legittimazione a ricorrere del ricorrente principale in quanto avrebbe dovuto essere escluso ma non lo è stato per un errore dell’Amministrazione; ciò ad eccezione dell’ipotesi in cui siano rimasti in gara solo due concorrenti e le rispettive offerte siano affette da vizio afferente la medesima fase procedimentale ...
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TAR LIGURIA - SENTENZA 17.07.2015 N. 686

In tema di impugnazione del provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima per la realizzazione del nuovo porto turistico di Imperia a causa del mancato pagamento del canone demaniale, è inammissibile, per difetto di legittimazione attiva, il ricorso proposto dalla società concessionaria nel caso in cui, all’atto di proposizione del ricorso, la stessa era stata dichiarata fallita con sentenza del Tribunale; infatti, la dichiarazione di fallimento, pur non sottraendo al fallito la titolarità dei rapporti patrimoniali compresi nel fallimento, comporta la perdita della capacità di stare in giudizio nelle relative controversie, spettando la legittimazione processuale esclusivamente al curatore. E’ inoltre legittimo il provvedimento di decadenza di una concessione demaniale marittima, adottato ai sensi dell’art. 47 comma 1 lett. d) cod. nav., nel caso di mancato pagamento del canone per le rate fissate a questo fine nell’atto di concessione, a nulla rilevando una pretesa impossibilità ad adempiere da parte della società concessionaria per effetto dell’ammissione a concordato preventivo, potendo il soggetto ammesso a concordato preventivo pagare crediti rientranti nell’ordinaria amministrazione dell’impresa ed essenziali al suo svolgimento ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 31.08.2015 N. 4036

La Pubblica Amministrazione, per stipulare un contratto di locazione, in quanto contratto dal quale deriva una spesa, deve utilizzare una procedura di evidenza pubblica. In tal caso, infatti, l’Amministrazione, per quanto non sottoposta alla disciplina contenuta nel d.lgs. n. 163/2006, è comunque sottoposta alle norme di contabilità di Stato, che impongono di regola l’adozione di procedimenti pubblicistici per i negozi da cui derivi una spesa, con conseguente radicamento della giurisdizione generale di legittimità del G.A. per la cognizione delle relative controversie. L’art. 192 del d.lgs. 267/2000 e l’art. 3 del R.D. 2440/1923 stabiliscono che anche gli enti locali – quando debbano stipulare contratti dai quali derivi una spesa per lo Stato – debbano indire gare mediante pubblico incanto o licitazione privata, a loro giudizio discrezionale.....
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TAR VENETO - ORDINANZA 27.08.2015 N. 346

Seppure con i crismi della valutazione sommaria propria della fase cautelare, può ritenersi legittimo il provvedimento con il quale il Comune di Venezia ha inibito la prosecuzione dell’attività espositiva consistente in un allestimento riproducente una moschea nell’ambito della manifestazione “Biennale Arte” all’interno dell’ex chiesa della Misericordia, atteso che risulta sussistente l’inadempimento alle prescrizioni imposte dal Comune di Venezia in relazione alla SCIA presentata, consistente in un allestimento riproducente una moschea, laddove invece gli accessi locali effettuati hanno acclarato un uso anche religioso dello spazio espositivo de quo....
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TAR VENETO - SENTENZA 25.08.2015 N. 949

E’ illegittima la delibera con la quale un Comune ha indetto una gara per l’affidamento di un servizio pubblico richiamando l'approssimarsi della scadenza dell'affidamento in favore di una società interamente partecipata da diversi Comuni, posto che la relativa determinazione è stata assunta senza alcun riferimento alle considerazioni di natura tecnico-economica, per le quali l’affidamento a mezzo di procedura selettiva sarebbe preferibile a quello in house allo stato in atto, tenuto peraltro conto del fatto che la società affidataria in house offre in favore delle amministrazioni locali proprietarie della stessa, tra cui il Comune in questione, una gestione dei servizi locali che, in quanto esercitata uniformemente e con le medesime modalità su tutto il territorio di riferimento, risulta essere particolarmente virtuosa dal punto di vista economico. ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 19.08.2015 N. 10877

Per le controversie in materia di graduatorie permanenti e ad esaurimento della scuola sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, in considerazione della natura della situazione giuridica protetta e dell’attività esercitata dall’Amministrazione e tenuto anche conto dell’assenza di una procedura concorsuale in senso stretto. Detto principio trova piena applicazione anche quando all’impugnazione dell’atto generale di macro-organizzazione segua solo successivamente l’impugnativa con motivi aggiunti delle graduatorie ad esaurimento, posto che tale seconda impugnazione conferma che l’effettiva domanda avanzata in giudizio riguarda l'inserimento nelle graduatorie ad inserimento – pacificamente di pertinenza dell’A.G.O. – e che a tal fine, a fronte dell’eventuale illegittimità dell’atto generale presupposto, è comunque consentito al Giudice Ordinario procedere alla sua disapplicazione, ai sensi degli artt. 4 e 5 L.A.C. ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.08.2015 N. 3849

Sussiste la competenza funzionale inderogabile del T.A.R. Lazio – Roma per “le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti emessi dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in materia di giochi pubblici con vincita in denaro…..” e ciò ai sensi degli artt. 14 e 135 del c.p.a. in combinato disposto. Tra tali controversie rientra quella relativa all'impugnazione del provvedimento con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha rigettato la richiesta volta ad ottenere la concessione per la istituzione di un punto di raccolta del gioco del lotto. Nella fattispecie, del resto, l'atto impugnato è stato “emesso dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato” con riferimento a "giochi pubblici con vincita in denaro”, con ciò ricorrendo in modo puntuale, sia sul piano soggettivo che oggettivo, i presupposti per l’applicazione della richiamata disciplina codicistica ...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 29.07.2015 N. 4139

I provvedimenti limitativi della circolazione stradale nei centri abitati e istitutivi di ZTL costituiscono una forma di espressione di scelte ampiamente discrezionali, rimesse in via esclusiva alla competenza decisionale dell’amministrazione comunale, e come tali non suscettibili di sindacato di merito in sede giurisdizionale in ordine alla congruità delle scelte operate nella composizione e nel bilanciamento dei diversi interessi coinvolti, a meno che non si palesino vizi di forma o di procedura, ovvero che non emerga una manifesta irragionevolezza. Tali vizi non si rilevano nel provvedimento della Giunta municipale di Napoli con cui è stato approvato il piano particolareggiato del traffico con istituzione di zona a traffico limitato del mare, dell'area pedonale del lungomare....
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TAR LAZIO - SENTENZA 27.07.2015 N. 10291

E’ illegittima, per vizio di incompetenza, la deliberazione con la quale la Giunta del Municipio Roma I ha demandato alla Polizia Locale di Roma Capitale l’adozione degli atti volti ad istituire il divieto di transito veicolare su di un tratto stradale, ai fini della relativa pedonalizzazione. Infatti, ai sensi dell’art. 7, comma 9, del D. Lgs. n. 285 del 1992, la competenza in ordine alla istituzione di aree pedonali e di zone a traffico limitato spetta alla Giunta Comunale e, in caso di urgenza, al Sindaco; nessuna attribuzione in materia è quindi riconosciuta agli organi dei singoli Municipi, i quali devono attenersi a compiti attuativi ed esecutivi di quanto stabilito dalla Giunta in materia di pedonalizzazione e limitazione del traffico, come stabilito dallo Statuto di Roma Capitale....
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 22.07.2015 N. 1761

E' legittimo il provvedimento con cui il Comune nega l'autorizzazione all'apertura di una sala giochi sul presupposto della vicinanza rispetto a numerosi luoghi sensibili inferiore al limite minimo stabilito da una legge regionale. Difatti la legge statale e le norme introdotte da alcune regioni in vista del perseguimento del contrasto alla ludopatia non confliggono tra loro né si elidono ma, anzi, concorrono, ciascuna nel proprio ambito, e secondo opzioni temporali e metodologiche differenziate ma in reciproca sintonia, al perseguimento dello stesso obiettivo; obiettivo che attiene alla materia della tutela della salute, rimessa alla potestà legislativa concorrente delle Regioni, con il solo limite del rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 21.07.2015 N. 3594

Con riguardo al meccanismo della revisione prezzi di cui all'attuale art. 115 del D.Lgs. n. 163 del 2006, il principio l’eterointegrazione precettiva nei contratti pubblici trova la sua collocazione sistematica nel diritto privato che contempla, accanto alla volontà delle parti come fonte principale dell’autonomia contrattuale, le cc.dd. fonti eteronome da individuarsi, secondo la definizione dell’art. 1374 c.c., nella legge o, in mancanza, negli usi e nell’equità. Ne consegue che l’autonomia privata, pur assumendo un ruolo centrale e propulsivo, non è fonte esclusiva del regolamento negoziale, essendo anch’essa soggetta ai limiti previsti dalla legge e dalle altre fonti del diritto privato, pertanto il regolamento negoziale è costituito e integrato anche dalle regole cogenti, esterne alla volontà dei contraenti ed eventualmente da questa difformi, dettate dalla legge o dalle altre fonti che, ove abbiano natura imperativa, si impongono alla volontà dei contraenti, anche sostituendosi alla diversa regolamentazione voluta dalle parti ...
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TAR VENETO - SENTENZA 15.07.2015 N. 801

Il potere di ordinanza contingibile e urgente presuppone necessariamente situazioni non tipizzate dalla legge di pericolo effettivo, la cui sussistenza deve essere suffragata da una istruttoria adeguata e da una congrua motivazione, e in ragione delle quali si giustifica la deviazione dal principio di tipicità degli atti amministrativi e la possibilità di derogare alla disciplina vigente. Al riguardo si deve specificare che la contingibilità deve essere intesa come l’impossibilità di fronteggiare l’emergenza con i rimedi ordinari, in ragione dell’accidentalità, imprescindibilità ed eccezionalità della situazione verificatasi, mentre l’urgenza come l’assoluta necessità di porre in essere un intervento non rinviabile. Il relativo potere posto in capo al Sindaco ai sensi degli artt. 50 e 54 del decreto legislativo n. 267 del 2000, trova il suo fondamento nell’esistenza di una emergenza sanitaria, la quale deve essere puntualmente dimostrata, anche in ordine alla limitazione territoriale tale da diversificare la posizione del cittadino residente nel Comune, le cui peculiarità siano tali da giustificare l’adozione di misure straordinarie ...
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