CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 17.11.2015 N. 5240

Non può disporsi l'esclusione da una gara d'appalto per l'esistenza di false dichiarazioni sul possesso dei requisiti, quale la mancata dichiarazione di sentenza penale di condanna, nel caso in cui l'omessa dichiarazione non ha apportato alcun beneficio non essendo necessaria ai fini della partecipazione alla gara stessa, come prescritto all'art. 75 del D.P.R. n. 445/2000. Ne consegue l'illegittimità del provvedimento di esclusione comminato per omessa dichiarazione di una lieve condanna, peraltro risalente nel tempo e nemmeno menzionata nel casellario giudiziale in possesso dell’interessato, nel caso in cui, peraltro, il modulo predisposto dalla P.A. appaltante menzioni le sole condanne per “reati gravi … che incidono sulla moralità professionale …”, in quanto la dichiarazione resa sulla scorta di modelli predisposti dalla stazione appaltante determini un errore del concorrente indotto dalla formulazione ambigua o equivoca del modello...
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TAR LAZIO - SENTENZA 10.11.2015 N. 12709

E’ legittimo il provvedimento con il quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato ad una società produttrice di patatine fritte una sanzione pecuniaria per violazione dell'onere di completezza e chiarezza informativa previsto dalla disciplina in materia di pratiche commerciali scorrette, ai sensi degli artt. 20, 21, comma 1, lett. b, e 22, comma 2, del Codice del consumo, avendo posto in essere pratiche ingannevoli ed omissive, diffondendo messaggi pubblicitari intesi a presentare le diverse linee di prodotti in busta con specifiche indicazioni di tipo nutrizionale o di ricettazione che risultano di particolare appeal per i consumatori, soprattutto per quelli attenti, anche per motivi di salute, ad un’alimentazione più sana, enfatizzando taluni elementi ed omettendo di citarne altri, inducendo così il consumatore in errore circa l'effettivo contenuto del prodotto ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.10.2015 N. 4902

Ai sensi dell'art. 31 del c.p.a. il rimedio del ricorso contro il silenzio dell’Amministrazione si manifesta limitato alle sole ipotesi di inerzia serbata dall’Amministrazione stessa su istanze intese ad ottenere l’adozione di un provvedimento amministrativo ad emanazione vincolata, ma di contenuto comunque discrezionale, ed incidente, quindi, su posizioni di interesse legittimo, non potendosi includere nel meccanismo il silenzio afferente a pretese fondate sull’esercizio di diritti soggettivi. Ne consegue che deve ritenersi inammissibile l’esperimento del rimedio del ricorso contro il silenzio dell’Amministrazione, ai sensi del combinato disposto degli artt. 31 e 117 c.p.a., per ottenere l’adempimento di obblighi convenzionali o, addirittura, la stipula di accordi contrattuali, che esulano, in quanto tali, dal perimetro dall’attività provvedimentale amministrativa, entro la quale resta confinato l’ambito di operatività del ricorso contro il silenzio. L’art. 31, comma 3, c.p.a. consente al giudice amministrativo di pronunciarsi anche sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio, nell’ambito del rito speciale del silenzio, ma nelle sole ipotesi in cui l’azione amministrativa in relazione alla quale è stata denunciata l’inerzia dell’Amministrazione si connoti come vincolata e priva di qualsivoglia residuo margine di discrezionalità.....
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 16.10.2015 N. 4865

E' fondata la domanda risarcitoria avanzata da un privato nei confronti del Pubblica Amministrazione avente ad oggetto il danno non patrimoniale connesso alla lesione della reputazione e dell'onore, inteso come insieme di presupposti che determinano il c.d. "valore sociale" quale risultante delle doti fisiche, morali e intellettuali della persona, entrambi beni fondamentali costituzionalmente tutelati (art. 3 Cost.), qualora tale onorabilità sia stata lesa dall’instaurazione di un procedimento penale attivato sulla base di un provvedimento amministrativo fondato su di un’informativa errata e superficiale quanto all’individuazione del soggetto effettivamente obbligato (nella specie alla bonifica di un fondo) e, in altri termini, attivato in mancanza di un indispensabile accertamento in ordine alla posizione di responsabilità o titolarità del privato stesso...
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TAR UMBRIA - SENTENZA 08.10.2015 N. 459

E' legittimo il provvedimento di esclusione di un candidato da un pubblico concorso per ingiustificato ritardo ancorchè di un solo minuto rispetto all'orario di convocazione della prima prova. Nel caso in cui il bando di un concorso pubblico preveda espressamente che i candidati assenti nel giorno ed ora prestabiliti per le prove si considerano rinunciatari e verranno esclusi dal concorso, è legittimo il provvedimento con il quale la Commissione esaminatrice del medesimo concorso ha escluso un concorrente perché, giunto nell'aula destinata allo svolgimento della prova all'interno dell'immobile destinato ad ospitare il concorso, ha trovato la porta chiusa ed il Presidente della Commissione ha rifiutato di ammetterlo, in ragione del suo ritardo di un minuto rispetto all’ora fissata dalla lex specialis (nella specie, alle ore 9,01, piuttosto che entro le 9,00)....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 28.09.2015 N. 4512

E' legittimo il provvedimento con cui la commissione di gara ha ritenuto di non disporre l'esclusione di una ditta concorrente ai sensi dell’art. 38, comma 1, lett. f) d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163, nel caso in cui sia emerso che la concorrente, in un precedente appalto, abbia subito una risoluzione del rapporto contrattuale, ove tuttavia risulti che: 1) la risoluzione del contratto era stata disposta nei confronti di una a.t.i. verticale di cui la concorrente faceva parte; 2) la ditta interessata era la mandataria di tale a.t.i. verticale; 3) l’inadempimento idoneo a configurare l’ipotesi di grave negligenza e malafede era imputabile esclusivamente alla mandante. In tal caso, infatti, deve concludersi che la stazione appaltante abbia espresso una motivata valutazione sull’insussistenza di alcun disvalore imputabile al comportamento tenuto dalla mandataria nello svolgimento del pregresso servizio che possa – finanche astrattamente – qualificarsi come evento interruttivo dell’intuitu fiduciae.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 21.09.2015 N. 4408

Sono illegittimi i provvedimenti con i quali il Ministero di Giustizia ed il Presidente di un Tribunale quantificano in € 25.000,00 i diritti di copia di atti processuali su supporto informatico diverso da floppy e CD. Infatti deve ritenersi che, in base al T.U. sul c.d. "contributo unificato", ed in mancanza del regolamento previsto dall'art. 40 del T.U. stesso, che gli uffici giudiziari possono chiedere, ai fini della copia della documentazione in atti utile alla difesa mediante l’utilizzo di tutti gli strumenti informatici e telematici diversi da floppy e CD (secondo la scelta del supporto su cui riversare i dati da parte del richiedente, e non secondo la scelta dell’Amministrazione circa le loro modalità di archiviazione), esclusivamente e per una sola volta l’importo forfetario di euro 295,16...
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TAR LAZIO - SENTENZA 14.09.2015 N. 11219

L’art. 100 TULPS consente al Questore di sospendere la licenza di un pubblico esercizio ove si verifichino fatti quali tumulti, gravi disordini, frequentazioni di persone pericolose, ovvero quando nell’esercizio stesso si ravvisi una fonte di pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica o il buon costume o per la sicurezza dei cittadini, stante la natura preventiva e non sanzionatoria del provvedimento. In tale contesto, va ritenuto legittimo i provvedimento di sospensione della licenza di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nonché la sospensione dell’attività di esecuzioni musicali e trattenimenti danzanti, per un periodo di 30 giorni, comminato ad uno stabilimento balneare nel quale, in occasione di un evento musicale, le forze dell'ordine sono dovute intervenire riscontrando che alcuni avventori, di cui uno minore di età, avevano riportato un’intossicazione alcolica che aveva richiesto il loro trasporto in ospedale...
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TAR VENETO - SENTENZA 11.09.2015 N. 965

In mancanza di espressa previsione contraria del bando di gara, nulla vieta ad un concorrente di presentare la propria offerta in due plichi, presentati l'uno successivamente all'altro ed il secondo contenente documentazione integrativa per ovviare carenze del primo, purché entrambi siano presentati entro il termine previsto dalla lex specialis. E' conseguentemente illegittimo il provvedimento di esclusione della stazione appaltante motivato su tale circostanza ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 08.09.2015 N. 4161

E' illegittimo il regolamento comunale del Comune di Capri che ha esteso, rispetto alla previsione di cui all'art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 23/2011, il novero dei contribuenti chiamati a versare la c.d. "imposta di sbarco", aggiungendo ai passeggeri delle compagnie di navigazione di linea anche "ogni persona fisica che arrivi nell'isola di Capri avvalendosi di soggetti abilitati e autorizzati ad effettuare collegamenti verso l'isola". Va rimessa alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale della suddetta previsione normativa nella parte in cui sembra introdurre un'irragionevole discriminazione nell'individuazione dei soggetti passivi del tributo, escludendo i soggetti che sbarchino nell'isola attraverso vettori diversi dai traghetti di linea pubblici.....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 10.11.2015 N. 5103

Come statuito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione - Ordinanza 7 aprile 2014 n. 8051 - esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo e rientra in quella del giudice ordinario, la controversia relativa alla esclusione di una ditta da una gara d’appalto indetta da una Fondazione, in considerazione dell’assenza in capo alla Fondazione stessa del requisito “teleologico”, nonché del requisito della “influenza dominante” necessari, ai sensi dell’art. 3, comma 26, del d.lgs. n. 163 del 2006, ai fini della sua qualificazione giuridica quale organismo di diritto pubblico. ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 03.11.2015 N. 4999

In base al principio di proporzionalità dell'azione amministrativa, di derivazione comunitaria, è illegittimo il decreto con il quale il Ministero della Difesa ha inflitto ad un tenente dell’Arma dei carabinieri la sanzione disciplinare della perdita del grado per rimozione a norma dell’art. 861, comma 1, lett. d), del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e ciò sulla base di una contestata frequentazione sentimentale con un soggetto di "dubbia condotta morale e civile". Difatti, i comportamenti contestati al tenente, verosimilmente adottati sotto il dominio del sentimento, manifestano profili di ingenuità e scarsa consapevolezza delle conseguenze dei propri atti, e pur trattandosi di condotte censurabili, tali da meritare una sanzione disciplinare, non appaiono gravi al punto da ritenersi incompatibili con il mantenimento dello status tali da recidere il rapporto fiduciario con l’Amministrazione di appartenenza.....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.10.2015 N. 4899

E' legittimo il provvedimento del Prefetto di annullamento della trascrizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrate dall'estero. Infatti la diversità di sesso dei nubendi costituisce, nell'ordinamento italiano, prima condizione di validità ed efficacia del matrimonio, e ciò emerge dalla lettura combinata degli artt. 27 e 28 della legge 31 maggio 1995, n. 218 e dell’art. 115 del codice civile, secondo le regole codificate negli artt. 107, 108, 143, 143 bis e 156 bis c.c. ed in coerenza con la concezione del matrimonio afferente alla millenaria tradizione giuridica e culturale dell’istituto, oltre che all’ordine naturale costantemente inteso e tradotto nel diritto positivo come legittimante la sola unione coniugale tra un uomo e una donna. La compatibilità del divieto, in Italia, di matrimoni tra persone dello stesso sesso è già stata scrutinata ed affermata dalla Corte Costituzionale, che ha chiarito come la regolazione normativa censurata risulti, per un verso, compatibile con l’art. 29 della Costituzione (contestualmente interpretato come riferito alla nozione civilistica di matrimonio tra persone di sesso diverso) e, per un altro, conforme alle norme interposte contenute negli artt. 12 della CEDU e 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 15.10.2015 N. 4768

Qualora un bando di gara prescriva l'obbligo di comprovare, tramite certificazione camerale, il possesso del requisito relativo allo svolgimento dell'attività oggetto dell'appalto, è legittima l'esclusione di un concorrente che abbia prodotto un certificato camerale che comprova una attività che è «minore» in senso quantitativo e qualitativo rispetto a tutte le attività previste dal bando di gara (nel caso in oggetto, la lex specialis imponeva di provare con certificato camerale l'attività relativa a «cattura cani randagi e gatti che abbiano subito incidenti nonché il servizio quotidiano di pronto soccorso veterinario e profilassi sanitaria degli animali», mentre il concorrente escluso aveva prodotto un certificato che comprovava solo lo svolgimento della attività relativa «all’allevamento, custodia e accudimento animali domestici»)...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 02.10.2015 N. 4617

Nel caso di avvalimento di requisiti finanziari, ai sensi dell'art. 49 del D.Lgs. n. 163 del 2006, la prestazione oggetto specifico dell'obbligazione dell'ausiliaria non si riflette nella messa a disposizione di mezzi materiali, strutture o attrezzature, bensì dal suo impegno a garantire con le proprie complessive risorse economiche (il cui indice è costituito dal fatturato) l’impresa ‘ausiliata’. Ne consegue che ai fini della verifica e della dimostrazione dell’esistenza del fatturato globale richiesto dal bando, è sufficiente che nel contratto di avvalimento sia stabilito che l’ausiliaria mette a disposizione “la sua capacità economico-finanziaria, nonché tutte le risorse, nessuna esclusa, per consentire l’esecuzione del servizio”, mentre non occorre che la dichiarazione contrattuale si riferisca a beni patrimoniali specifici o ad indici materiali atti ad esprimere una determinata consistenza patrimoniale....
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 24.09.2015 N. 4604

E’ legittima la decisione della Commissione Elettorale (in ambito di elezioni al Consiglio comunale) con la quale è stata disposta la mancata attribuzione del voto di preferenza che reca la dizione “Ciro”, ovvero il solo nome di battesimo dell’interessato, atteso che, ai sensi dell’art. 71, comma 5 del D.L.vo n. 267 del 2000 – che, per il suo carattere di specialità, prevale sull’art. 57, comma 2, del D.P.R. n. 570 del 1960 -, per riconoscere la preferenza ad un candidato-consigliere vale la trascrizione del cognome dello stesso e non del nome di battesimo...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 15.09.2015 N. 4332

Deve essere ribadito il principio per quale esiste una sostanziale inversione del rapporto tra l’opzione per un nuovo concorso e la decisione di scorrimento della graduatoria preesistente ed efficace, di guisa che la utilizzazione della graduatoria di un precedente concorso ancora valida ed efficace rappresenta, ormai, la regola generale da applicarsi in via principale, in quanto l’attuale ordinamento afferma un generale favore circa l’utilizzo di tale modalità di reclutamento, che recede solo in taluni specifici casi. Tale principio infatti non è assoluto e non si applica all’Arma dei Carabinieri, onde non sussiste nemmeno l’obbligo di motivare la scelta di procedere all’indizione di un nuovo concorso secondo le ordinarie scadenze programmate, stante la doverosa attualità della verifica circa il possesso dei requisiti fisici e psicoattitudinali indispensabili per l’espletamento dell’attività considerata...
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TAR EMILIA ROMAGNA - ORDINANZA 11.09.2015 N. 285

Non merita accoglimento l'istanza di sospensione dell’efficacia del decreto del Questore che ha disposto la sospensione delle licenze per pubblici spettacoli ed intrattenimenti danzanti, nonché per somministrare al pubblico alimenti e bevande in una nota discoteca sulla riviera romagnola per la durata di 120 giorni, considerato che l’esercizio del potere ex art. 100 TULPS è connotato da amplissima discrezionalità, nella fattispecie immune da censure di manifesta irragionevolezza o errori di fatto, esercitato in base ad un principio e per un fine di “precauzione”, cioè allo scopo di provocare disaggregazione di criminalità gravitante nel luogo considerato (e non certo di sanzionare responsabilità, coinvolgimenti o inerzie del gestore) e visto anche che la durata della sospensione è stata parametrata a tale esigenza, e che quindi non appaiono violati i principi di proporzionalità e adeguatezza al fine...
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TAR LAZIO - SENTENZA 11.09.2015 N. 11208

Deve ritenersi illegittima la graduatoria di una procedura selettiva pubblica per titoli ed esami qualora la commissione di concorso abbia deciso di assegnare alla prima prova scritta un tetto massimo di punteggio tale da sbilanciare la valutazione complessiva a favore dei punteggi assegnati alla prova orale ed al possesso dei titoli. Tale decisione ha infatti determinato la illegittima conseguenza che il peso dei titoli è stato superiore a quello delle prove scritte. Ciò comporta comporta l’obbligo per la P.A. di rinnovare le valutazioni attribuite alla prima prova scritta, che dovranno essere effettuate in forma anonima da parte di una nuova commissione...
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TAR SARDEGNA - SENTENZA 02.09.2015 N. 1010

Rispetto ad un'instanza di accesso agli atti nessuna rilevanza può riconoscersi all'apprezzamento sull'utilità o meno della documentazione richiesta in ostensione, in quanto siffatta valutazione non spetta nè all'amministrazione destinataria dell'istanza nè al giudice amministrativo adito con la "actio ad exibendum", bensì al giudice che sarà chiamato a valutare l'interesse sotteso alla domanda d'accesso. Nella fattispecie, sussiste il diritto di un vettore aereo di accedere agli atti relativi all’attività contrattuale intercorrente tra una pubblica amministrazione (ancorchè esercitata sotto forma di società di diritto privato) ed un soggetto concorrente che operi nello stesso settore commerciale riguardante l’erogazione di servizi aeroportuali.....
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