CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 13.01.2016 N. 76

Conformemente a quanto affermato dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con decisione n. 8 del 20 luglio 2015, deve ritenersi che, nella gare di appalto, i requisiti generali e speciali devono essere posseduti dai candidati non solo alla data di scadenza del termine per la presentazione della richiesta di partecipazione alla procedura di affidamento, ma anche per tutta la durata della procedura stessa fino all’aggiudicazione definitiva ed alla stipula del contratto, nonché per tutto il periodo dell’esecuzione dello stesso, senza soluzione di continuità, cosicchè la loro perdita, ancorchè temporanea, impone l’esclusione della concorrente dalla gara. Alla luce di tale principio risulta ininfluente la circostanza per la quale la perdita dei requisiti risulti ascrivibile a una società medio tempore divenuta estranea alla procedura, posto che, in caso di successione di due imprese nel corso della procedura, la rigorosa applicazione del principio di continuità del possesso dei requisiti impone la verifica della persistenza della loro titolarità in capo a tutti i soggetti che si sono succeduti, nell’ambito della stessa procedura, nella medesima posizione di concorrente. ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 12.01.2016 N. 261

In tema di diritto d'accesso deve rilevarsi che la denuncia presentata da un Ente pubblico (nella specie la RAI Radio Televisione Italiana S.p.A. in qualità di concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo) all’Autorità Giudiziaria nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali amministrative non costituisce atto coperto da segreto penale ai sensi dell’art. 329 c.p.p., dovendo tale qualifica (con la conseguente sottrazione del diritto di accesso) essere riconosciuta alle sole denunce presentate dall’amministrazione “nell’esercizio di funzioni di polizia giudiziaria specificamente attribuite dall’ordinamento” ...
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TRGA TRENTO - SENTENZA 05.01.2016 N. 11

Deve ritenersi illegittimamente composta, per incompatibilità, la commissione giudicatrice di una gara di appalto, nel caso in cui un suo componente abbia in precedenza “redatto” il capitolato speciale descrittivo e prestazionale nonché lo schema di contratto, entrambi posti a base di gara; infatti, il comma 4 dell’art. 84 del codice dei contratti pubblici prevede che: “i commissari diversi dal presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”....
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TAR LAZIO - SENTENZA 22.12.2015 N. 14416

E’ illegittimo il bando per lo Stadio Olimpico di Roma avente ad oggetto un appalto di natura mista (conduzione e manutenzione degli impianti tecnologici inclusi lavori manutentivi straordinari) che prevede, per ciò che concerne la qualificazione per le attività qualificabili come servizi, requisiti sproporzionati rispetto all’importo delle prestazioni da rendere ed ingiustificati (sotto il profilo tecnico). Più specificatamente, la sproporzione rispetto all’oggetto ed all’entità della gara deve essere ravvisata nel fatto che i requisiti di fatturato indicati dal bando di gara ai fini della partecipazione – di euro 18 milioni nel triennio 2011/2013 come fatturato globale ed euro 10 milioni di fatturato specifico – risultano superiori al doppio dell’importo dei servizi posto a base di gara se si considera il valore complessivo dell’affidamento, e addirittura al triplo se si prende in considerazione l’importo annuo dei servizi oggetto di affidamento).....
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TAR CALABRIA - SENTENZA 17.12.2015 N. 1275

E' illegittimo per carenza istruttoria e motivazione insufficiente il provvedimento comunale di annullamento in autotutela un permesso di costruire, rilasciato dieci anni prima, emesso esclusivamente sul presupposto per il quale tale permesso risulti affetto dai vizi rilevati dal consulente tecnico d’ufficio della Procura della Repubblica in ordine alla situazione di fatto ed alle condizioni di diritto per il legittimo esercizio di edificare, individuati in apposita relazione tecnica del medesimo consulente depositata presso la Procura della Repubblica. Infatti, basilari principi quali la separazione dei poteri e l’ordine inderogabile delle competenze, impongono all’Amministrazione di procedere ad una autonoma e celere verifica delle circostanze di fatto rappresentate dalla Procura, senza che possa darsi ingresso al recepimento tout court di quanto rappresentato dalla consulente tecnico nominato dall’autorità giudiziaria penale....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 11.12.2015 N. 5662

E’ legittimo e merita conferma il provvedimento con il quale un Comune ha ordinato alla sola Compagnia Aerea proprietaria di un aeromobile (precipitato nel lontano 1979 e non anche ai proprietari del terreno interessato, di provvedere al recupero e smaltimento dei rottami ivi giacenti; infatti, ai titolari del diritto di proprietà dell’area su cui insistono i rottami, non è in alcun modo soggettivamente imputabile l’evento che ha dato luogo all’incidente aeronautico, la cui peculiarità fa ritenere insussistente il nesso causale tra la condotta dei proprietari dei terreni sui quali il velivolo è precipitato ed il danno...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 30.11.2015 N. 5403

L’art. 38 del codice dei contratti pubblici prescrive l'obbligo del concorrente di dichiarare l’assenza di sentenze di condanna per una serie di reati la cui gravità ostativa, in taluni casi, deve essere apprezzata in concreto dalla stazione appaltante, in altri è presunta, con la conseguenza che al candidato non è rimessa alcuna discrezionalità in ordine ad importanza o incidenza della condanna subita sulla moralità professionale, avendo l’obbligo di menzionare tutte le sentenze penali di condanna Per quanto riguarda la dichiarazione del candidato circa le condanne penali riportate, sono fatti salvi gli effetti dei provvedimenti formali, annotati nel Casellario giudiziale, di estinzione del reato, depenalizzazione, revoca della condanna e riabilitazione, esclusivamente in relazione ai quali il concorrente non deve rendere alcuna dichiarazione; in particolare, l’estinzione del reato, non incide sul fatto storico della condanna, e comunque per avere effetto deve essere formalmente dichiarata dal giudice penale, considerato peraltro che tale dichiarazione non ha mai valore retroattivo ed è irrilevante che nulla risulti sul certificato del Casellario rilasciato a istanza di parte..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 24.11.2015 N. 5328

La nozione di lottizzazione abusiva, dettata dall’art. 30 del d.P.R. n. 380 del 2001, va tenuta distinta dalla realizzazione di qualsiasi pur ampio intervento edificatorio non autorizzato, o non compatibile con la disciplina urbanistica vigente. Una lottizzazione abusiva può infatti individuarsi solo in presenza della preordinata trasformazione di una porzione di territorio, in modo tale da aggiungere una nuova e composita maglia al tessuto urbano, con conseguente necessità – per la consistenza innovativa dell’intervento – di costituzione o integrazione della necessaria rete di opere di urbanizzazione (caratteristica, al riguardo, la prefigurazione di interi quartieri residenziali – ovvero di complessi ad uso commerciale o direzionale – previa suddivisione del terreno in lotti edificabili)...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 19.11.2015 N. 2453

E’ illegittimo il provvedimento con il quale un Comune, postulando la responsabilità solidale con i soggetti cui è stato rilasciato il permesso di costruire e con tutti coloro che hanno partecipano alla costruzione del manufatto e che lo utilizzano, ha richiesto il pagamento degli oneri concessori – oneri di urbanizzazione e costo di costruzione – all’acquirente a titolo particolare di un edificio residenziale; infatti, gli oneri di urbanizzazione sono dovuti dall’intestatario della concessione edilizia o da colui al quale essa è volturata e relativi eredi, ovvero da chi esegue le opere di trasformazione urbana, ma non anche dall’acquirente dell’immobile...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 17.11.2015 N. 5272

Nel caso di controversia relativa all’erogazione della speciale elargizione prevista in favore delle vittime della delinquenza mafiosa dalla legge n. 302 del 1990, la situazione soggettiva azionata si qualifica come diritto soggettivo, con conseguente giurisdizione dell’A.G.O. Detta conclusione trova sostegno nel rilievo che la P.A. è priva di ogni potestà discrezionale sia con riguardo all’entità della somma da erogare, prefissata dalla legge, sia in ordine ai presupposti della derogabilità, rispetto ai quali l’Amministrazione svolge un accertamento che, ove dovesse avere carattere non semplicemente ricognitivo, ma valutativo, resta estraneo al concetto di discrezionalità amministrativa...
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TAR EMILIA-ROMAGNA - SENTENZA 13.01.2016 N. 39

E’ illegittimo il provvedimento di rimpatrio (c.d. foglio di via) emesso nei confronti di una cittadina straniera perchè esercita la prostituzione per strada, visto che la prostituzione “di strada” non costituisce reato, con la conseguenza che lo svolgimento di una tale attività non fa di per sé rientrare l’esercente in una delle categorie di persone indicate dalla normativa in materia di misure di prevenzione, ma può essere qualificato come pericoloso per la sicurezza pubblica o per la pubblica moralità solo allorquando sia effettuato con particolari modalità, quali ad esempio l’adescamento, le molestie ai passanti, i clamori e gli assembramenti idonei a provocare litigi, gli atti osceni in luogo pubblico e simili; ne consegue che è sempre necessaria la presenza di circostanze tali da configurare una situazione rilevatrice di condizioni di pericolosità per la sicurezza pubblica, la quale, pur non richiedendo prove compiute della commissione di reati, deve comunque fondarsi su concreti comportamenti dell’interessata/o, ossia su episodi di vita che, secondo la valutazione dell’Autorità di polizia, rivelino oggettivamente un’apprezzabile probabilità che il soggetto commetta reati ...
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TAR ABRUZZO - SENTENZA 05.01.2016 N. 1

E’ legittimo il decreto adottato dal Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore finanziario, relativo alla “riorganizzazione dei punti nascita regionali – attuazione punto 1 delle linee di azione di cui all’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010”, con cui, in coerenza e conformità al documento tecnico predisposto dal Comitato Percorso Nascita Regionale , è stato escluso il punto nascita relativo al P.O. del Comune di Atri, per mancato conseguimento del parametro minimo di 500 parti/anno nell’ultimo triennio, a nulla rilevando che nel 2014 il numero di parti è stato superiore (di qualche unità) a 500 ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 30.12.2015 N. 5880

E’ illegittimo il provvedimento della Questura di revoca del permesso di soggiorno ad una cittadina extracomunitaria per l’attività di badante, adottato in quanto la datrice di lavoro indicata in sede di domanda, ha dichiarato “di non avere assunto alcuna badante”. Infatti tale provvedimento non ha tenuto in considerazione la circostanza per la quale la suddetta cittadina extracomunitaria aveva comunque stipulato nel frattempo un contratto di lavoro con altro soggetto. Deve riIevarsi, ai sensi del combinato disposto degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, del t.u. n. 286/1998, che vi sono alcune cause tassativamente ostative del rilascio o del rinnovo di un permesso di soggiorno: tale effetto è attribuito alle condanne penali riportate (anche non definitive o patteggiate) per talune specie di reati, ma si deve altresì tenere presente che un simile effetto preclusivo non è invece ricollegato dalla legge alla “falsità” (peraltro solo presunta in sede amministrativa e non accertata in sede giudiziale) di un rapporto di lavoro dichiarato.....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 21.12.2015 N. 5803

Ai fini della partecipazione alle gare di appalto la fattispecie dell’affitto di azienda rientra tra quelle che soggiacciono all’obbligo di rendere dichiarazioni di cui all’art. 38 comma 1 lettera c del dlgs n.16372006 riguardante anche gli amministratori e direttori tecnici dell’impresa cedente nel caso in cui sia intervenuta un’operazione di cessione di azienda in favore del concorrente nell’anno anteriore alla pubblicazione del bando. Dunque anche se tale onere non è prescritto nella lex specialis, la concorrente è obbligata in virtù di cogente previsione di legge, senza che possa applicarsi il c.d. "soccorso istruttorio" in quanto costituirebbe una vera e propria tardiva dichiarazione mancante a valere quale inammissibile sanatoria ....
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TAR CALABRIA - SENTENZA 11.12.2015 N. 1921

Va annullata in quanto illegittima la cartella con la quale Equitalia ha intimato il pagamento di una somma di denaro a titolo di oneri di urbanizzazione per un permesso di costruire, nel caso in cui il titolare del permesso di costruire non abbia utilizzato l’atto di assenso edificatorio e non abbia realizzato alcun manufatto; infatti, qualora il privato rinunci o non utilizzi il permesso di costruire, ovvero anche quando sia intervenuta la decadenza del titolo edilizio, viene meno la giustificazione causale della corresponsione di somme a titolo di contributo per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione...
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TAR LAZIO - SENTENZA 02.12.2015 N. 13567

Deve ritenersi legittimo il provvedimento con il quale il Ministero della Giustizia ha dichiarato decaduto dal servizio un magistrato per essere rimasto assente dall’ufficio ingiustificatamente per un periodo di circa quaranta giorni, e tale condotta sia inequivocamente imputabile alla volontà di far cessare il rapporto di servizio, a nulla rilevando che il magistrato in questione aveva presentato domanda di collocamento a riposo per anzianità, atteso che lo stesso, come chiaramente e motivatamente rilevato nella gravata delibera del C.S.M., “a norma dell’art. 124, comma 3, D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, avrebbe dovuto proseguire nell’adempimento dei doveri di ufficio fino alla comunicazione del decreto ministeriale, e se non lo ha fatto ciò è avvenuto per la volontà di cessare dal servizio”. In tal caso, quindi, possono ritenersi integrati i requisiti della non giustificabilità dell’assenza e dell’effettività della volontà di abbandonare il servizio, a nulla rilevando che in quel periodo il magistrato abbia depositato i provvedimenti relativi ai procedimenti cui aveva preso parte, essendo questo un effetto naturale della funzione giudiziaria...
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TAR LAZIO - SENTENZA 27.11.2015 N. 13417

E’ illegittima l'esclusione da una selezione pubblica relativa ad un concorso per posti di Vigile del Fuoco di ruolo disposta per ragioni di altezza minima sulla scorta dell'art. 3, comma 2, DPCM 22 luglio 1987, n. 411, modificato dall’art. 1 DPCM 27 aprile 1993, n. 233, che va a sua volta annullato in quanto illegittimo nella parte in cui fissa in m. 1,65 il limite minimo di altezza per partecipare al concorso a posti di vigile del fuoco di ruolo, in considerazione del fatto che la riportata normativa ha introdotto una regola diversa da quella dettata per il personale volontario dello stesso Corpo e prevista dal regolamento emanato con d.P.R. 6 febbraio 2004, n. 76, per il quale è richiesta una altezza minima di m. 1,62, non essendoci motivo per mantenere distinti i requisiti tra personale volontario e personale di ruolo..
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TAR LIGURIA - SENTENZA 20.11.2015 N. 933

E' fondata la domanda di risarcimento del danno avanzata nei confronti di un Comune, da una società operante nel settore degli impianti per la produzione di energia elettrica di tipo cogenerativo a biomasse vegetali, ove l’Ente locale, nonostante il tempestivo rilascio, da parte della Provincia, dell’autorizzazione unica, ex art. 12 comma 3 del D.Lgs. 29.12.2003, n. 387, a costruire ed esercitare l’impianto, subordinatamente alla favorevole conclusione con accettazione delle prescrizioni di cui alla V.I.A. rilasciata in precedenza, piuttosto che rilasciare tempestivamente il titolo edilizio, abbia assunto un comportamento ostruzionistico e concretamente preclusivo della realizzazione del suddetto impianto, rilasciando l’atto di assenso edificatorio con grave ritardo..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 19.11.2015 N. 5278

Nel caso in cui ad impugnare il permesso di costruire correlato ad una autorizzazione commerciale sia un operatore economico, il criterio dello stabile “collegamento territoriale” che deve legare il ricorrente all’area di operatività del controinteressato per poterne qualificare la posizione processuale e conseguentemente il diritto di azione, deve essere riguardato in un’ottica più ampia rispetto a quella usuale, atteso che in tal caso concetto di vicinitas nella contestazione di una struttura commerciale, si specifica identificandosi nella nozione di stesso bacino d’utenza della concorrente, tale potendo essere ritenuto anche con un raggio di decine di chilometri. Pertanto, nell’ipotesi in cui ad impugnare il permesso di costruire sia il titolare di una struttura di vendita, affinché il suo interesse processuale possa qualificarsi personale, attuale e diretto, deve potersi ravvisare la coincidenza, totale o quanto meno parziale, del bacino di clientela, tale da poter oggettivamente determinare un’apprezzabile calo del volume d’affari del ricorrente...
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TAR LOMBARDIA - ORDINANZA 17.11.2015 N. 2098

Ad un primo apprezzamento tipico della fase cautelare, appare illegittima per contrasto con il principio di proporzionalità dell’azione amministrativa, la deliberazione con la quale un Comune ha approvato il regolamento per l’uso dei parchi pubblici comunali, nella parte in cui ha disposto il divieto di accedere con i cani e animali d'affezione in alcuni dei parchi esistenti nel territorio comunale, e, in particolare, tra gli altri, nel parco più esteso e quello meglio controllabile, il cui ingresso, peraltro, è a pagamento. In tale caso, infatti, il sacrificio imposto ai proprietari e ai detentori di cani è eccessivo, in quanto è possibile creare una zonizzazione interna al parco che soddisfi le esigenze di tutte le tipologie di utenti....
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