TAR LOMBARDIA - SENTENZA 15.04.2016 N. 727

Deve ritenersi ricompresa nella giurisdizione dell’A.G.O. una controversia relativa all'impugnazione del diniego di rilascio, ex art. 120, comma 1, del C.d.S., della patente di guida, per insussistenza dei requisiti morali, determinata dalla sottoposizione dell’interessato alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, poi revocata. Una siffatta domanda, infatti, si ricollega alla rivendicazione di un diritto soggettivo e, di conseguenza, in difetto di deroghe ai comuni canoni sul riparto della giurisdizione, spetta alla cognizione del Giudice ordinario...
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CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA - SENTENZA 12.04.2016 N. 7

La controversia proposta da un genitore esercente la potestà su di un minore volta all’annullamento del provvedimento con cui un dirigente scolastico ha riconosciuto al minore, affetto da autismo infantile, solo undici ore di sostegno per l’anno scolastico in corso, rientra nella giurisdizione esclusiva dell'A.G.A., così come la connessa domanda di accertamento del suo diritto ad ottenere, anche per gli anni scolastici futuri, un insegnante di sostegno per un numero di ore adeguate alla sua patologia. Infatti la natura di diritto soggettivo azionato in giudizio, seppure qualificato come "fondamentale", non intacca la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di servizi pubblici, che comprende anche la tutela dei diritti soggettivi, in ragione della natura esclusiva della giurisdizione codificata all’art.133 c.p.a.....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 01.04.2016 N. 1315

E’ legittimo il provvedimento di diniego di autorizzazione paesaggistica per la installazione di una stazione radio base per telefonia mobile nel campanile della Chiesa di Santa Maria Maddalena in Saturnia, e più specificatamente nella bifora più alta della torre campanaria, in quanto fondato sui pareri espressi dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici e Artistici e dalla Commissione paesaggistica del Comune, recanti una valutazione di oggettiva incompatibilità dell’installazione dell’impianto con gli interessi pubblici tutelati, in ragione della compromissione e dell’alterazione che la medesima installazione avrebbe irrimediabilmente arrecato all’integrità e alla fruizione del bene protetto, trattandosi di bene tutelato sia dal vincolo monumentale sia da quello paesaggistico ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 14.03.2016 N. 3177

E’ illegittimo, per difetto di motivazione, e per contrasto con i principi di correttezza e buona fede a cui deve essere improntata l’azione amministrativa, il provvedimento di annullamento in autotutela di un permesso di costruire, che sia stato adottato a distanza di quasi quindici anni dal rilascio del titolo edilizio, peraltro in assenza di adeguate indicazioni circa le ragioni di interesse pubblico, attuale e concreto, anche in relazione al lungo tempo trascorso e all’affidamento dei privati ed assunto in carenza del minimo rapporto con la tutela da assicurare all’affidamento del privato. ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 07.03.2016 N. 905

La Soprintendenza dei beni culturali, quando si esprime in modo negativo sulla autorizzazione richiesta per rimuovere le barriere architettoniche in un edificio sottoposto a vincolo, deve indicare gli elementi che caratterizzano il pregiudizio e la sua serietà, in concreto e in rapporto alle caratteristiche proprie del bene culturale in cui l’intervento andrebbe a collocarsi, eventualmente anche imponendo apposite prescrizioni sulle opera da realizzare affinchè gli interventi richiesti alleggeriscano ulteriormente l'impatto sul bene tutelato. Al riguardo va rammentato che l’art. 4 della legge 9 gennaio 1989 n. 13 (recante “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”) prevede che, nel caso in cui i relativi interventi riguardino beni sottoposti a tutela paesaggistica, storica o artistica, l’autorizzazione può essere negata solo ove non sia possibile realizzare le opere senza "serio" pregiudizio del bene tutelato, mentre l'eventuale diniego deve essere motivato con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio, della sua rilevanza in rapporto al complesso in cui l’opera si colloca e con riferimento a tutte le alternative eventualmente prospettate dall’interessato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 24.02.2016 N. 768

E’ illegittimo il decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del Comune di Ventimiglia per infiltrazione mafiosa, disposto ai sensi dell’art. 143 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, con contestuale nomina di una commissione straordinaria per la gestione dell’Ente, nel caso in cui difetti, in particolare, il requisito, viceversa indefettibile, della prova, anche indiziaria, del condizionamento della libertà di determinazione degli organi elettivi, che, a sua volta, postula logicamente la consapevolezza degli amministratori di indirizzare le loro decisioni al soddisfacimento degli interessi delle consorterie malavitose (senza la quale non è neanche ipotizzabile l’infiltrazione mafiosa nel Comune) ...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 17.02.2016 n. 344

E’ legittimo il provvedimento con il quale un Comune ha ordinato la demolizione di alcune opere abusive ed il ripristino dello stato dei luoghi, che sia motivato con riferimento al fatto che è stata realizzato da parte di un Centro Islamico, senza titolo e con opere edilizie, il mutamento di destinazione d’uso di un immobile (a destinazione d’uso industriale) con la sua trasformazione da laboratorio artigianale a sede di un centro e/o associazione culturale. Va al riguardo rammentato che la categoria funzionale “produttiva e direzionale” di cui alla lett. b) del comma 1 dell’articolo dell’art. 23-bis del D.P.R. n. 380 del 2001, nella quale può comprendersi quella a laboratorio industriale, non può consentire attività culturali e formative in senso lato, ed altresì va precisato che lo svolgimento dell’attività propria di un’associazione culturale – di carattere ricreativo o formativo, anche non disgiunto da momenti di preghiera – non appare compatibile con la destinazione a laboratorio industriale ...
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TAR EMILIA ROMAGNA - SENTENZA 09.02.2016 N. 166

Va annullata la deliberazione con la quale il Consiglio di un Istituto scolastico comprensivo, facendo riferimento alla previsione di cui all’art. 96, comma 4, d.lgs. n. 297 del 1994 in ordine alla facoltà di utilizzare la scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile, ha autorizzato ad alcuni parroci l'utilizzo dei locali scolastici per celebrare la Benedizione Pasquale Cattolica in orario extrascolastico e con gli alunni accompagnati dai familiari o comunque da un adulto che se ne assume l’onere della sorveglianza. Una siffatta deliberazione è illegittima in quanto la Benedizione Pasquale Cattolica costituisce lo svolgimento di un’attività di culto religioso, anzi un vero e proprio rito religioso, non rientrante nelle specifiche competenze della Istituzione scolastica, né riconducibile alle ipotesi di cui alla sopra citata normativa, nè tantomeno alle iniziative complementari dell’iter formativo degli studenti di cui all’art. 1, comma 1, D.P.R. n. 567 del 1996. Al contempo, deve segnalarsi che il principio costituzionale di laicità dello Stato non si traduce in una indifferenza di fronte alle esperienze religiose, ma comporta equidistanza rispetto a tutte le confessioni religiose, sicchè il coinvolgimento della scuola in celebrazioni di riti religiosi è estraneo ad un ambito pubblico che deve rimanere impermeabili ad atteggiamenti discriminatori....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 02.02.2016 N. 399

L’apposizione del vincolo paesistico non è in alcun modo subordinata, in base alla vigente normativa, alla preesistenza di un vincolo archeologico: vincolo paesaggistico e vincolo archeologico sono, infatti, funzionali all’attuazione di un diverso tipo di tutela. Il vincolo archeologico è volto a realizzare la tutela dei beni riconosciuti di interesse archeologico, il vincolo paesistico la tutela del territorio che li conserva. La tutela paesaggistica delle zone di interesse archeologico ha carattere e contenuto diversi rispetto al puntuale vincolo archeologico: il paesaggio archeologico non va confuso con il sito archeologico. Il paesaggio archeologico, infatti, non si propone di conservare il singolo reperto emergente o sotterraneo, ma di salvaguardare la forma del paesaggio che include il sito archeologico. Ed ancora, il paesaggio archeologico non si esaurisce nelle sole aree gravate direttamente da vincoli archeologici, estendendosi normalmente al di là della porzione di territorio direttamente interessata dalla presenza di reperti, in quanto include anche le aree circostanti che costituiscono il contesto ambientale in cui le aree si inseriscono connotando il relativo paesaggio. Pertanto, la circostanza che in una specifica porzione di territorio rientrante nella perimetrazione della zona archeologica non siano presenti reperti non determina l’esclusione della tutela paesaggistica della zona di interesse archeologico, posto che tale regime protettivo si estende ad abbracciare anche il contesto ambientale in cui i reperti si collocano e che riguarda reperti collocati in altre prossime porzioni territoriali. Di conseguenza l’accertamento dell’inesistenza di reperti, se vale ad escludere il vincolo ex lege di zona archeologica, non può far venir meno il vincolo autonomamente imposto dalla Regione in sede di adozione del P.T.P.R....
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 29.01.2016 N. 592

La conformità degli edifici alle norme urbanistico-edilizie costituisce il presupposto indispensabile per il rilascio del certificato di agibilità, rispondendo tale precetto al ragionevole principio di escludere che possa essere utilizzato, per qualsiasi destinazione, un fabbricato in potenziale contrasto con la tutela del fascio di interessi collettivi alla cui protezione è preordinata la disciplina urbanistico-edilizia Di conseguenza, va ritenuto illegittimo un certificato di agibilità rilasciato in relazione ad un immobile abusivo, a nulla rilevando che il proprietario del medesimo immobile abbia avanzato nei confronti della P.A. formale istanza tendente ad ottenere il rilascio della concessione in sanatoria, ove tale istanza non sia stata ancora esaminata dall’Amministrazione comunale, in quanto in contrasto con l’art. 24, comma 3, del d.P.R. n. 380 del 2001...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 14.04.2016 N. 1474

Va annullato il decreto prefettizio di diniego dell'atto di assunzione come guardia giurata per mancanza del requisito della buona condotta, richiesta dall’art. 138 R.D. n. 773 del 1933, rilevando che l’interessato è stato sorpreso in alcuni casi in compagnia di soggetti aventi precedenti per detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti, qualora non si sia tenuto conto del fatto che l’interessato, all’epoca dei fatti, faceva parte della squadra dilettantistica di basket del luogo e che i due compagni di viaggio erano anch’essi giocatori della stessa squadra; infatti, tenuto conto di tali circostanze, gli esiti dei controlli cui è stato sottoposto l’appellato non sono indicativi di una sua condotta non irreprensibile...
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TAR LAZIO - SENTENZA 07.04.2016 N. 4188

I dipendenti della Polizia di Stato, impiegati in turni esterni, non hanno diritto ad ottenere la corresponsione dei buoni pasto giornalieri sostitutivi del servizio di mensa obbligatoria (di cui alla L. n. 203/1989) nel caso in cui sussista la possibilità, per i medesimi dipendenti, di utilizzazione della più vicina mensa di servizio, distante circa 13 km ma raggiungibile con l’utilizzo dei veicoli di servizio, e qualora l’Amministrazione abbia inoltre stipulato alcune convenzioni con esercizi privati di ristorazione; infatti, la vigente normativa prevede l’attribuzione del “ticket” in luogo della fruizione della mensa in via del tutto eccezionale, nelle ipotesi in cui non sia disponibile un servizio di mensa nell’ambito della P.A. ove ha sede l’ufficio o reparto di appartenenza, e non sia stato possibile attivare convenzioni con esercizi di ristorazione (cfr. art. 2.1, della legge 18.5.1989 n. 203)....
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TAR TOSCANA - SENTENZA 21.03.2016 N. 520

La vendita di prodotti medicinali e di servizi connessi costituisce attività economica di rilevanza comunitaria e come tale è tutelata dalla libertà di stabilimento prevista dagli artt. 49 e seguenti del TFUE, con la conseguenza che ogni restrizione normativa che ne ostacoli o ne scoraggi l’esercizio da parte dei cittadini dell’Unione europea deve essere debitamente giustificata, così come confermato dalla normativa nazionale di recepimento (L. 24 marzo 2012 n. 27 e L. 22 dicembre 2011 n. 214). Su tali premesse, deve ritenersi che un regolamento comunale che ponga limiti alla ordinaria facoltà dell’imprenditore che si rivolge ad un’utenza indifferenziata di segnalare alla clientela l’ubicazione dell’esercizio costituisce una potenziale restrizione della libertà economica che deve essere adeguatamente giustificata da motivi di interesse generale sulla base di un bilanciamento operato secondo i criteri di proporzionalità e non discriminazione. In questo ambito, l’installazione all’esterno dell’esercizio di una croce con impianto neon non costituisce una prerogativa commerciale di pertinenza delle sole farmacie, in quanto la legge riserva a tali esercizi soltanto il tratto connotativo del colore verde della croce, pertanto deve ritenersi illegittimo il regolamento delle insegne di un Comune che consenta alle sole farmacie e non anche alle parafarmacie la facoltà di esporre insegna a bandiera con la croce conformi alle tipologie tipiche ammesse ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 07.03.2016 N. 925

Tra i diversi orientamenti espressi dalla Corte di Cassazione, è da ritenere preferibile, in quanto maggiormente coerente con il principio costituzionale del diritto alla difesa in giudizio, l’orientamento secondo cui la volontaria cancellazione dall’albo professionale del procuratore costituito dà luogo all’applicazione dell’art. 301, comma 1, c.p.c. e determina quindi l’interruzione del processo ...
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TAR FRIULI VENEZIA GIULIA - SENTENZA 01.03.2016 N. 60

E’ illegittima la sanzione disciplinare della sospensione dall’impiego, comminata nei confronti di un militare dell’esercito di irreprensibile condotta durante tutta l’intera carriera, motivata esclusivamente sulla paventata ipotesi che l’interessato possa risultare assuntore di sostanze stupefacenti, nel caso in cui l’uso di tali sostanze sia stato accertato esclusivamente a mezzo di intercettazioni telefoniche con soggetti terzi, il cui contenuto non ha avuto nessun seguito in sede penale e non è risultato nemmeno univoco. In tale caso, infatti, la suddetta sanzione disciplinare deve ritenersi viziata da difetto di motivazione e di istruttoria, e, in particolare, dalla omessa ponderazione di tutti gli elementi coinvolti e, pertanto, assunta in violazione dei principi in materia di sanzioni disciplinari e del giusto procedimento ...
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TAR LIGURIA - SENTENZA 18.02.2016 n. 176

E’ legittima la delibera con la quale un Consiglio comunale ha approvato, ai sensi dell'art. 50, comma 7, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL), gli indirizzi per la disciplina degli orari per l’esercizio delle attività di gioco lecito sul territorio comunale, nonché la conseguente ordinanza con la quale il Sindaco ha determinato l’orario per l’esercizio delle sale da gioco e per il funzionamento degli apparecchi automatici da gioco, limitandolo dalle ore 10,00 del mattino alle ore 23,00 della sera. Infatti il nocumento derivante alla popolazione dall’uso degli apparecchi da intrattenimento del tipo “slot machine” è nozione di fatto che rientra nella comune esperienza, e correttamente il Comune ha fatto precedere l’ordinanza da un’apposita istruttoria a cura del dipartimento di salute mentale e delle dipendenze della A.S.L. territorialmente competente, che ha evidenziato come il gioco d’azzardo, nelle sue varianti “problematica” e “patologica” (cioè quelle che hanno ricadute sulla salute pubblica), coinvolga pesantemente anche la popolazione della Provincia in cui ricade il Comune interessato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 15.02.2016 N. 624

In ambito di appalto pubblico di servizi, la giurisdizione del Giudice Amministrativo si radica solo per meccanismi di adeguamento del canone d’appalto aventi fonte di rango normativo, nei quali sono configurabili poteri dell’amministrazione appaltante di apprezzamento discrezionale di carattere autoritativo, i quali costituiscono il necessario fondamento costituzionale della giurisdizione amministrativa (cfr. Corte Cost., 6 luglio 2004, n. 204). All’opposta conclusione deve invece pervenirsi laddove la clausola revisionale sia stata autonomamente pattuita dalle parti ed inserita nel contenuto del contratto d’appalto, perché le pretese da essa discendenti sorgono nell’ambito di una relazione bilaterale paritaria avente fonte nel vincolo negoziale e nella quale l’amministrazione è priva di poteri di supremazia speciale nei confronti del contraente privato. D’altra parte, la giurisdizione amministrativa esclusiva, avente per oggetto la revisione dei prezzi, riguarda tecnicamente i meccanismi di rideterminazione del quantum dovuto per le prestazioni rese dalle controparti sulla base del contratto, e non anche la domanda volta a far determinare in sede giurisdizionale se le prestazioni da effettuare vadano modificate in considerazione di sopravvenienze, con i conseguenti conguagli....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 03.02.2016 N. 419

Va risolto in termini negativi il dubbio di costituzionalità dell’art. 57 d.P.R. n. 570/1960 nella parte in cui stabilisce che, nel caso di anomala manifestazione del voto espresso mediante il segno sulla lista e l’indicazione nominativa del candidato di altra lista, il voto vada assegnato alla lista e non al candidato. Infatti la norma, in presenza di indicazioni contraddittorie sulla scheda elettorale, si pone l'obiettivo di salvaguardare l’utilità del voto, stabilendo che il voto vada assegnato alla lista. Una diversa soluzione, oltre a collidere con l’opzione legislativa in sé razionale in quanto la sua ratio ispiratrice (dare senso utile al voto) coincide con la ratio del principio costituzionale di tutela del voto (cfr. artt. 1 e 48 Cost.), non consentirebbe di utilizzare il voto, dato che la preferenza attribuita al candidato comporterebbe di fatto l’assegnazione del voto alla lista non prescelta dall’elettore....
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TAR MARCHE - SENTENZA 01.02.2016 N. 50

Affinchè possa perfezionarsi l'usucapione di un terreno privato in favore della Pubblica Amministrazione sono necessari i seguenti presupposti: A) l’idoneità del bene all’uso pubblico; B) la rispondenza dell’uso a una utilità pubblica generalizzata; C) l’esercizio della signoria sul bene, il disconoscimento di ogni contrario diritto del proprietario, la non riscontrabilità nel proprietario di un atteggiamento di mera tolleranza e la continuità nell’esercizio dell’uso per la durata stabilita dal codice civile ai fini dell’usucapione. Ne consegue che si debba ritenere illegittimo l'atto con cui un Comune ha autorizzato una società ad installare un impianto pubblicitario su un terreno privato, nel caso in cui non sia stato preventivamente ottenuto il consenso del proprietario, a nulla rilevando la circostanza di fatto che la P.A. abbia eseguito alcuni lavori sulla medesima area, trasformandola; tale circostanza, infatti, non è idonea a determinare l’uso pubblico e l’acquisizione dell’area alla proprietà comunale. ...
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TAR EMILIA ROMAGNA - SENTENZA 21.01.2016 N. 91

E’ illegittima una ordinanza contingibile ed urgente con la quale il Comune ha ordinato al proprietario di un terreno di concedere l'ingresso ai tecnici del Gestore del Servizio Idrico Integrato, per svolgere interventi urgenti per scongiurare il rischio imminente di non potabilità dell’acqua, che sia priva del termine finale di efficacia. Infatti, tra i requisiti di validità delle ordinanze contingibili ed urgenti, è previsto la fissazione di un termine di efficacia del provvedimento che, attesa la natura della contingibilità, assume necessariamente il carattere della provvisorietà. Tutte le misure disposte con tali ordinanze devono avere efficacia temporalmente limitata; infatti solo in via temporanea può essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem, in forza dei quali si opera la compressione di diritti ed interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge. ...
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