TAR LAZIO - SENTENZA 14.03.2016 N. 3177

E’ illegittimo, per difetto di motivazione, e per contrasto con i principi di correttezza e buona fede a cui deve essere improntata l’azione amministrativa, il provvedimento di annullamento in autotutela di un permesso di costruire, che sia stato adottato a distanza di quasi quindici anni dal rilascio del titolo edilizio, peraltro in assenza di adeguate indicazioni circa le ragioni di interesse pubblico, attuale e concreto, anche in relazione al lungo tempo trascorso e all’affidamento dei privati ed assunto in carenza del minimo rapporto con la tutela da assicurare all’affidamento del privato. ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 07.03.2016 N. 905

La Soprintendenza dei beni culturali, quando si esprime in modo negativo sulla autorizzazione richiesta per rimuovere le barriere architettoniche in un edificio sottoposto a vincolo, deve indicare gli elementi che caratterizzano il pregiudizio e la sua serietà, in concreto e in rapporto alle caratteristiche proprie del bene culturale in cui l’intervento andrebbe a collocarsi, eventualmente anche imponendo apposite prescrizioni sulle opera da realizzare affinchè gli interventi richiesti alleggeriscano ulteriormente l'impatto sul bene tutelato. Al riguardo va rammentato che l’art. 4 della legge 9 gennaio 1989 n. 13 (recante “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”) prevede che, nel caso in cui i relativi interventi riguardino beni sottoposti a tutela paesaggistica, storica o artistica, l’autorizzazione può essere negata solo ove non sia possibile realizzare le opere senza "serio" pregiudizio del bene tutelato, mentre l'eventuale diniego deve essere motivato con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio, della sua rilevanza in rapporto al complesso in cui l’opera si colloca e con riferimento a tutte le alternative eventualmente prospettate dall’interessato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 24.02.2016 N. 768

E’ illegittimo il decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del Comune di Ventimiglia per infiltrazione mafiosa, disposto ai sensi dell’art. 143 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, con contestuale nomina di una commissione straordinaria per la gestione dell’Ente, nel caso in cui difetti, in particolare, il requisito, viceversa indefettibile, della prova, anche indiziaria, del condizionamento della libertà di determinazione degli organi elettivi, che, a sua volta, postula logicamente la consapevolezza degli amministratori di indirizzare le loro decisioni al soddisfacimento degli interessi delle consorterie malavitose (senza la quale non è neanche ipotizzabile l’infiltrazione mafiosa nel Comune) ...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 17.02.2016 n. 344

E’ legittimo il provvedimento con il quale un Comune ha ordinato la demolizione di alcune opere abusive ed il ripristino dello stato dei luoghi, che sia motivato con riferimento al fatto che è stata realizzato da parte di un Centro Islamico, senza titolo e con opere edilizie, il mutamento di destinazione d’uso di un immobile (a destinazione d’uso industriale) con la sua trasformazione da laboratorio artigianale a sede di un centro e/o associazione culturale. Va al riguardo rammentato che la categoria funzionale “produttiva e direzionale” di cui alla lett. b) del comma 1 dell’articolo dell’art. 23-bis del D.P.R. n. 380 del 2001, nella quale può comprendersi quella a laboratorio industriale, non può consentire attività culturali e formative in senso lato, ed altresì va precisato che lo svolgimento dell’attività propria di un’associazione culturale – di carattere ricreativo o formativo, anche non disgiunto da momenti di preghiera – non appare compatibile con la destinazione a laboratorio industriale ...
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TAR EMILIA ROMAGNA - SENTENZA 09.02.2016 N. 166

Va annullata la deliberazione con la quale il Consiglio di un Istituto scolastico comprensivo, facendo riferimento alla previsione di cui all’art. 96, comma 4, d.lgs. n. 297 del 1994 in ordine alla facoltà di utilizzare la scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile, ha autorizzato ad alcuni parroci l'utilizzo dei locali scolastici per celebrare la Benedizione Pasquale Cattolica in orario extrascolastico e con gli alunni accompagnati dai familiari o comunque da un adulto che se ne assume l’onere della sorveglianza. Una siffatta deliberazione è illegittima in quanto la Benedizione Pasquale Cattolica costituisce lo svolgimento di un’attività di culto religioso, anzi un vero e proprio rito religioso, non rientrante nelle specifiche competenze della Istituzione scolastica, né riconducibile alle ipotesi di cui alla sopra citata normativa, nè tantomeno alle iniziative complementari dell’iter formativo degli studenti di cui all’art. 1, comma 1, D.P.R. n. 567 del 1996. Al contempo, deve segnalarsi che il principio costituzionale di laicità dello Stato non si traduce in una indifferenza di fronte alle esperienze religiose, ma comporta equidistanza rispetto a tutte le confessioni religiose, sicchè il coinvolgimento della scuola in celebrazioni di riti religiosi è estraneo ad un ambito pubblico che deve rimanere impermeabili ad atteggiamenti discriminatori....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 02.02.2016 N. 399

L’apposizione del vincolo paesistico non è in alcun modo subordinata, in base alla vigente normativa, alla preesistenza di un vincolo archeologico: vincolo paesaggistico e vincolo archeologico sono, infatti, funzionali all’attuazione di un diverso tipo di tutela. Il vincolo archeologico è volto a realizzare la tutela dei beni riconosciuti di interesse archeologico, il vincolo paesistico la tutela del territorio che li conserva. La tutela paesaggistica delle zone di interesse archeologico ha carattere e contenuto diversi rispetto al puntuale vincolo archeologico: il paesaggio archeologico non va confuso con il sito archeologico. Il paesaggio archeologico, infatti, non si propone di conservare il singolo reperto emergente o sotterraneo, ma di salvaguardare la forma del paesaggio che include il sito archeologico. Ed ancora, il paesaggio archeologico non si esaurisce nelle sole aree gravate direttamente da vincoli archeologici, estendendosi normalmente al di là della porzione di territorio direttamente interessata dalla presenza di reperti, in quanto include anche le aree circostanti che costituiscono il contesto ambientale in cui le aree si inseriscono connotando il relativo paesaggio. Pertanto, la circostanza che in una specifica porzione di territorio rientrante nella perimetrazione della zona archeologica non siano presenti reperti non determina l’esclusione della tutela paesaggistica della zona di interesse archeologico, posto che tale regime protettivo si estende ad abbracciare anche il contesto ambientale in cui i reperti si collocano e che riguarda reperti collocati in altre prossime porzioni territoriali. Di conseguenza l’accertamento dell’inesistenza di reperti, se vale ad escludere il vincolo ex lege di zona archeologica, non può far venir meno il vincolo autonomamente imposto dalla Regione in sede di adozione del P.T.P.R....
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 29.01.2016 N. 592

La conformità degli edifici alle norme urbanistico-edilizie costituisce il presupposto indispensabile per il rilascio del certificato di agibilità, rispondendo tale precetto al ragionevole principio di escludere che possa essere utilizzato, per qualsiasi destinazione, un fabbricato in potenziale contrasto con la tutela del fascio di interessi collettivi alla cui protezione è preordinata la disciplina urbanistico-edilizia Di conseguenza, va ritenuto illegittimo un certificato di agibilità rilasciato in relazione ad un immobile abusivo, a nulla rilevando che il proprietario del medesimo immobile abbia avanzato nei confronti della P.A. formale istanza tendente ad ottenere il rilascio della concessione in sanatoria, ove tale istanza non sia stata ancora esaminata dall’Amministrazione comunale, in quanto in contrasto con l’art. 24, comma 3, del d.P.R. n. 380 del 2001...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 13.01.2016 N. 76

Conformemente a quanto affermato dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con decisione n. 8 del 20 luglio 2015, deve ritenersi che, nella gare di appalto, i requisiti generali e speciali devono essere posseduti dai candidati non solo alla data di scadenza del termine per la presentazione della richiesta di partecipazione alla procedura di affidamento, ma anche per tutta la durata della procedura stessa fino all’aggiudicazione definitiva ed alla stipula del contratto, nonché per tutto il periodo dell’esecuzione dello stesso, senza soluzione di continuità, cosicchè la loro perdita, ancorchè temporanea, impone l’esclusione della concorrente dalla gara. Alla luce di tale principio risulta ininfluente la circostanza per la quale la perdita dei requisiti risulti ascrivibile a una società medio tempore divenuta estranea alla procedura, posto che, in caso di successione di due imprese nel corso della procedura, la rigorosa applicazione del principio di continuità del possesso dei requisiti impone la verifica della persistenza della loro titolarità in capo a tutti i soggetti che si sono succeduti, nell’ambito della stessa procedura, nella medesima posizione di concorrente. ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 12.01.2016 N. 261

In tema di diritto d'accesso deve rilevarsi che la denuncia presentata da un Ente pubblico (nella specie la RAI Radio Televisione Italiana S.p.A. in qualità di concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo) all’Autorità Giudiziaria nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali amministrative non costituisce atto coperto da segreto penale ai sensi dell’art. 329 c.p.p., dovendo tale qualifica (con la conseguente sottrazione del diritto di accesso) essere riconosciuta alle sole denunce presentate dall’amministrazione “nell’esercizio di funzioni di polizia giudiziaria specificamente attribuite dall’ordinamento” ...
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TRGA TRENTO - SENTENZA 05.01.2016 N. 11

Deve ritenersi illegittimamente composta, per incompatibilità, la commissione giudicatrice di una gara di appalto, nel caso in cui un suo componente abbia in precedenza “redatto” il capitolato speciale descrittivo e prestazionale nonché lo schema di contratto, entrambi posti a base di gara; infatti, il comma 4 dell’art. 84 del codice dei contratti pubblici prevede che: “i commissari diversi dal presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 07.03.2016 N. 925

Tra i diversi orientamenti espressi dalla Corte di Cassazione, è da ritenere preferibile, in quanto maggiormente coerente con il principio costituzionale del diritto alla difesa in giudizio, l’orientamento secondo cui la volontaria cancellazione dall’albo professionale del procuratore costituito dà luogo all’applicazione dell’art. 301, comma 1, c.p.c. e determina quindi l’interruzione del processo ...
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TAR FRIULI VENEZIA GIULIA - SENTENZA 01.03.2016 N. 60

E’ illegittima la sanzione disciplinare della sospensione dall’impiego, comminata nei confronti di un militare dell’esercito di irreprensibile condotta durante tutta l’intera carriera, motivata esclusivamente sulla paventata ipotesi che l’interessato possa risultare assuntore di sostanze stupefacenti, nel caso in cui l’uso di tali sostanze sia stato accertato esclusivamente a mezzo di intercettazioni telefoniche con soggetti terzi, il cui contenuto non ha avuto nessun seguito in sede penale e non è risultato nemmeno univoco. In tale caso, infatti, la suddetta sanzione disciplinare deve ritenersi viziata da difetto di motivazione e di istruttoria, e, in particolare, dalla omessa ponderazione di tutti gli elementi coinvolti e, pertanto, assunta in violazione dei principi in materia di sanzioni disciplinari e del giusto procedimento ...
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TAR LIGURIA - SENTENZA 18.02.2016 n. 176

E’ legittima la delibera con la quale un Consiglio comunale ha approvato, ai sensi dell'art. 50, comma 7, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL), gli indirizzi per la disciplina degli orari per l’esercizio delle attività di gioco lecito sul territorio comunale, nonché la conseguente ordinanza con la quale il Sindaco ha determinato l’orario per l’esercizio delle sale da gioco e per il funzionamento degli apparecchi automatici da gioco, limitandolo dalle ore 10,00 del mattino alle ore 23,00 della sera. Infatti il nocumento derivante alla popolazione dall’uso degli apparecchi da intrattenimento del tipo “slot machine” è nozione di fatto che rientra nella comune esperienza, e correttamente il Comune ha fatto precedere l’ordinanza da un’apposita istruttoria a cura del dipartimento di salute mentale e delle dipendenze della A.S.L. territorialmente competente, che ha evidenziato come il gioco d’azzardo, nelle sue varianti “problematica” e “patologica” (cioè quelle che hanno ricadute sulla salute pubblica), coinvolga pesantemente anche la popolazione della Provincia in cui ricade il Comune interessato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 15.02.2016 N. 624

In ambito di appalto pubblico di servizi, la giurisdizione del Giudice Amministrativo si radica solo per meccanismi di adeguamento del canone d’appalto aventi fonte di rango normativo, nei quali sono configurabili poteri dell’amministrazione appaltante di apprezzamento discrezionale di carattere autoritativo, i quali costituiscono il necessario fondamento costituzionale della giurisdizione amministrativa (cfr. Corte Cost., 6 luglio 2004, n. 204). All’opposta conclusione deve invece pervenirsi laddove la clausola revisionale sia stata autonomamente pattuita dalle parti ed inserita nel contenuto del contratto d’appalto, perché le pretese da essa discendenti sorgono nell’ambito di una relazione bilaterale paritaria avente fonte nel vincolo negoziale e nella quale l’amministrazione è priva di poteri di supremazia speciale nei confronti del contraente privato. D’altra parte, la giurisdizione amministrativa esclusiva, avente per oggetto la revisione dei prezzi, riguarda tecnicamente i meccanismi di rideterminazione del quantum dovuto per le prestazioni rese dalle controparti sulla base del contratto, e non anche la domanda volta a far determinare in sede giurisdizionale se le prestazioni da effettuare vadano modificate in considerazione di sopravvenienze, con i conseguenti conguagli....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 03.02.2016 N. 419

Va risolto in termini negativi il dubbio di costituzionalità dell’art. 57 d.P.R. n. 570/1960 nella parte in cui stabilisce che, nel caso di anomala manifestazione del voto espresso mediante il segno sulla lista e l’indicazione nominativa del candidato di altra lista, il voto vada assegnato alla lista e non al candidato. Infatti la norma, in presenza di indicazioni contraddittorie sulla scheda elettorale, si pone l'obiettivo di salvaguardare l’utilità del voto, stabilendo che il voto vada assegnato alla lista. Una diversa soluzione, oltre a collidere con l’opzione legislativa in sé razionale in quanto la sua ratio ispiratrice (dare senso utile al voto) coincide con la ratio del principio costituzionale di tutela del voto (cfr. artt. 1 e 48 Cost.), non consentirebbe di utilizzare il voto, dato che la preferenza attribuita al candidato comporterebbe di fatto l’assegnazione del voto alla lista non prescelta dall’elettore....
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TAR MARCHE - SENTENZA 01.02.2016 N. 50

Affinchè possa perfezionarsi l'usucapione di un terreno privato in favore della Pubblica Amministrazione sono necessari i seguenti presupposti: A) l’idoneità del bene all’uso pubblico; B) la rispondenza dell’uso a una utilità pubblica generalizzata; C) l’esercizio della signoria sul bene, il disconoscimento di ogni contrario diritto del proprietario, la non riscontrabilità nel proprietario di un atteggiamento di mera tolleranza e la continuità nell’esercizio dell’uso per la durata stabilita dal codice civile ai fini dell’usucapione. Ne consegue che si debba ritenere illegittimo l'atto con cui un Comune ha autorizzato una società ad installare un impianto pubblicitario su un terreno privato, nel caso in cui non sia stato preventivamente ottenuto il consenso del proprietario, a nulla rilevando la circostanza di fatto che la P.A. abbia eseguito alcuni lavori sulla medesima area, trasformandola; tale circostanza, infatti, non è idonea a determinare l’uso pubblico e l’acquisizione dell’area alla proprietà comunale. ...
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TAR EMILIA ROMAGNA - SENTENZA 21.01.2016 N. 91

E’ illegittima una ordinanza contingibile ed urgente con la quale il Comune ha ordinato al proprietario di un terreno di concedere l'ingresso ai tecnici del Gestore del Servizio Idrico Integrato, per svolgere interventi urgenti per scongiurare il rischio imminente di non potabilità dell’acqua, che sia priva del termine finale di efficacia. Infatti, tra i requisiti di validità delle ordinanze contingibili ed urgenti, è previsto la fissazione di un termine di efficacia del provvedimento che, attesa la natura della contingibilità, assume necessariamente il carattere della provvisorietà. Tutte le misure disposte con tali ordinanze devono avere efficacia temporalmente limitata; infatti solo in via temporanea può essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem, in forza dei quali si opera la compressione di diritti ed interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge. ...
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TAR EMILIA-ROMAGNA - SENTENZA 13.01.2016 N. 39

E’ illegittimo il provvedimento di rimpatrio (c.d. foglio di via) emesso nei confronti di una cittadina straniera perchè esercita la prostituzione per strada, visto che la prostituzione “di strada” non costituisce reato, con la conseguenza che lo svolgimento di una tale attività non fa di per sé rientrare l’esercente in una delle categorie di persone indicate dalla normativa in materia di misure di prevenzione, ma può essere qualificato come pericoloso per la sicurezza pubblica o per la pubblica moralità solo allorquando sia effettuato con particolari modalità, quali ad esempio l’adescamento, le molestie ai passanti, i clamori e gli assembramenti idonei a provocare litigi, gli atti osceni in luogo pubblico e simili; ne consegue che è sempre necessaria la presenza di circostanze tali da configurare una situazione rilevatrice di condizioni di pericolosità per la sicurezza pubblica, la quale, pur non richiedendo prove compiute della commissione di reati, deve comunque fondarsi su concreti comportamenti dell’interessata/o, ossia su episodi di vita che, secondo la valutazione dell’Autorità di polizia, rivelino oggettivamente un’apprezzabile probabilità che il soggetto commetta reati ...
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TAR ABRUZZO - SENTENZA 05.01.2016 N. 1

E’ legittimo il decreto adottato dal Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore finanziario, relativo alla “riorganizzazione dei punti nascita regionali – attuazione punto 1 delle linee di azione di cui all’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010”, con cui, in coerenza e conformità al documento tecnico predisposto dal Comitato Percorso Nascita Regionale , è stato escluso il punto nascita relativo al P.O. del Comune di Atri, per mancato conseguimento del parametro minimo di 500 parti/anno nell’ultimo triennio, a nulla rilevando che nel 2014 il numero di parti è stato superiore (di qualche unità) a 500 ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 30.12.2015 N. 5880

E’ illegittimo il provvedimento della Questura di revoca del permesso di soggiorno ad una cittadina extracomunitaria per l’attività di badante, adottato in quanto la datrice di lavoro indicata in sede di domanda, ha dichiarato “di non avere assunto alcuna badante”. Infatti tale provvedimento non ha tenuto in considerazione la circostanza per la quale la suddetta cittadina extracomunitaria aveva comunque stipulato nel frattempo un contratto di lavoro con altro soggetto. Deve riIevarsi, ai sensi del combinato disposto degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, del t.u. n. 286/1998, che vi sono alcune cause tassativamente ostative del rilascio o del rinnovo di un permesso di soggiorno: tale effetto è attribuito alle condanne penali riportate (anche non definitive o patteggiate) per talune specie di reati, ma si deve altresì tenere presente che un simile effetto preclusivo non è invece ricollegato dalla legge alla “falsità” (peraltro solo presunta in sede amministrativa e non accertata in sede giudiziale) di un rapporto di lavoro dichiarato.....
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