CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 28.09.2016 N. 4014

In ambito di società miste, la disciplina di cui all'art. 1, comma 2, del Codice dei Contratti, D.Lgs. n. 163/2006 - oggi art. 5, comma 9, del D.Lgs. n. 50/2016 - secondo la quale la scelta del socio privato deve avvenire con procedure di evidenza pubblica non si applica solo all'atto della costituzione della società mista, ma anche alla fase dell'eventuale alienazione di partecipazioni sociali detenute da un'amministrazione pubblica. Ne consegue non solo la radicale nullità di un atto di cessione di quote disposto in mancanza di previa selezione pubblica, bensì anche la nullità delle clausole di prelazione eventualmente presenti nell'atto costitutivo per contrasto con i principi generali di ordine pubblico economico che postulano la messa a gara delle partecipazioni nell'ambito di società miste deputate (tra le altre) alla prestazioni di servizi. Tale nullità può essere accertata dal Giudice Amministrativo.....
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TAR CALABRIA - SENTENZA 26.09.2016 N. 947

Deve ritenersi legittimo e meritevole di conferma il provvedimento emesso dal Questore in base all’art. 6 della l. n. 401 del 1989 (DASPO), con cui è stato disposto, nei confronti di un calciatore, il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive ed alle aree adiacenti (parcheggi, vie d'accesso destinate al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle competizioni sportive), per la durata di due anni e sei mesi, che sia motivato con riferimento al fatto che l’interessato: “… a seguito della concessione di un rigore a favore della squadra avversaria afferrava per un polso l’arbitro bloccandolo, per farlo desistere dall’ammonire un proprio compagno di squadra e, subito dopo, rivolgendogli parole offensive e minacciose, gli pestava i piedi, per impedirgli ogni movimento e lo colpiva con un violento pugno al torace".....
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 14.09.2016 N. 1660

E' legittima e merita di essere confermata l’aggiudicazione di una gara di appalto disposta in favore della ditta concorrente che abbia presentato l’offerta tecnica composta di un numero di pagine superiore rispetto a quello indicato dalla lex specialis. Infatti, in forza del principio di tassatività della cause di esclusione dalle gare, previsto dall’art. 46, comma 1 bis, del D.Lgs. n. 163 del 2006, l’esclusione può essere disposta solo in applicazione di una specifica causa indicata nel codice dei contratti, del regolamento o di altre disposizioni di leggi vigenti, ma nessuna disposizione normativa correla l’esclusione dalla gara o altro tipo di sanzione al fatto che l’offerta sia formulata in un numero di pagine superiore a quello stabilito dalla lex specialis. .......
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TAR LAZIO - SENTENZA 05.09.2016 N. 9543

Nonostante i pareri dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) non abbiano ex se un valore obbligatorio o vincolante per l'Amministrazione che li richiede, e seppure l'ANAC non abbia potere di disporre o richiedere l'annullamento di un atto o di una procedura amministrativa, la loro incidenza sulla fattispecie va valutata pur sempre caso per caso, con riguardo alla loro capacità di integrare la motivazione del provvedimento finale. Nel caso in cui, come quello in esame relativo alla procedura di gara per l'aggiudicazione decennale degli spazi per bancarelle a Piazza Navona per la festa della Befana, l'atto impugnato richiama il parere dell'Autorità come parte sostanzialmente integrativa dei presupposti che ne hanno determinato l'emissione, se ne deve affermare l'impugnabilità, ancorchè unitamente al provvedimento amministrativo che ne recepisce i contenuti .......
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.08.2016 N. 3709

Il deposito in giudizio da parte dell'Amministrazione resistente di un provvedimento amministrativo non costituisce nè determina il dies a quo per la sua eventuale impugnazione, non sussistendo in capo al ricorrente un dovere di consultazione quotidiana del fascicolo d'ufficio e non equivalendo una siffatta modalità di produzione documentale alla comunicazione al diretto destinatario del provvedimento. Il dies a quo, pertanto, dev'essere anche in questo caso determinato con riferimento la momento in cui risulti che la parte abbia effettivamente concretamente acquisito la conoscenza del provvedimento ritenuto lesivo....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.08.2016 N. 3666

In ambito di associazioni temporanee d'impresa, i requisiti di qualificazione non vanno confusi con la quota di partecipazione nè con la quota di esecuzione della prestazione da svolgere. Infatti, mentre i requisiti di qualificazione attengono alle caratteristiche soggettive del concorrente, indispensabili per la valutazione delle capacità dell'aspirante all'aggiudicazione ad eseguire la prestazione, la quota di partecipazione rappresenta l'espressione della percentuale di presenza del componente all'interno del raggruppamento temporaneo d'imprese. Nell'ordinamento positivo, se è venuto meno l'obbligo di corrispondenza tra quote di partecipazione e quote d'esecuzione, permane invece intatto l'obbligo del possesso, in capo a ciascun componente dell'associazione temporanea, della quota di qualificazione indispensabile per eseguire la quota di appalto indicata nell'offerta ....
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TAR LAZIO - SENTENZA 02.08.2016 N. 8990

Il regolamento della Regione Lazio pubblicato sul BUFF della Regione il 22.05.2014 avente ad oggetto l'approvazione delle linee di indirizzo per l'attività dei consultori familiari, non contrasta con il diritto di obiezione di coscienza nella parte in cui ha coinvolto il personale operante nel Consultorio Familiare in attività di attestazione dello stato di gravidanza e certificazione attestante la richiesta inoltrata dalla donna di effettuare IVG, ha previsto che il personale dei Consultori è tenuto alla prescrizione di contraccettivi ormonali, sia routinari che in fase post coitale, nonché all’applicazione di sistemi contraccettivi meccanici. Infatti, il limite dell’obiezione di coscienza nelle procedure per l’interruzione della gravidanza è costituito dalla individuazione delle fattispecie di cui all’art. 328 c.p. e cioè del reato di omissione o abuso di atti di ufficio, confine che la giurisprudenza individua nell’atto “direttamente ed astrattamente idoneo a produrre l’evento interruttivo” non potendosi dunque risolvere in una “attività preparatoria e fungibile non dotata di rilevanza causale e diretta” all’aborto. Sussiste, come affermato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, l’obbligo positivo degli Stati di strutturare il servizio sanitario in modo da non limitare in alcun modo le reali possibilità di ottenere l’aborto e per altro verso di assicurare che l’obiezione di coscienza dei medici non impedisca in concreto l’accesso ai servizi abortivi cui le pazienti hanno diritto. In questo contesto, conformemente alla legge 22 maggio 1978, n. 194, il suddetto regolamento della Regione Lazio assicura il bilanciamento dei diversi interessi coinvolti nella vicenda, permettendo cioè ad alcuni di astenersi dal proprio ufficio e garantendo però la continuità del servizio cui gli obiettori sarebbero preposti e dall’altro tutelando così il diritto alla salute della donna, senz'altro opportuno anche con riferimento alle più recenti incrementate percentuali di obiezione di coscienza ....
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CONSIGLIO DI STATO - ADUNANZA PLENARIA 27.07.2016 N. 17

In tema di nulla osta per il rilascio di autorizzazioni o concessioni relative ad impianti o opere site all'interno del parco, il silenzio-assenso previsto dall’art. 13, commi 1 e 4, della legge 6 dicembre 1991 n. 394 per decorso del termine di sessanta giorni assegnato all'Ente Parco non è stato implicitamente abrogato a seguito dell'entrata in vigore della legge 14 maggio 2005 n. 80, che, nell'innovare l'art. 20 della legge 7 agosto 1990 n. 241, ha escluso che l'istituto generale del silenzio-assenso possa trovare applicazione in materia di tutela ambientale e paesaggistica. La avvenuta formazione del silenzio-assenso comporta che l'Amministrazione, ai sensi del comma 3 dell’art. 20 della legge 7 agosto 1990 n. 241, ove intenda adottare un nuovo provvedimento, dovrà adottarlo in via di autotutela ai sensi dei successivi articoli 21-quinquies e 21-nonies, dopo aver effettuato le valutazioni di legittimità omesse o non correttamente esercitate; è pertanto illegittimo un diniego di nullaosta reso dall’Ente Parco, sopravvenuto tardivamente dopo che si era già formato il titolo abilitativo tacito...
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CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA 20.07.2016 N. 3265

Deve essere disposta la sospensione impropria del giudizio, ai sensi dell’art. 79, comma 1, c.p.a., in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea circa la questione pregiudiziale concernente l’applicabilità o meno, anche nel caso degli appalti di servizi, del principio secondo cui si dovrebbe comminare l’esclusione dei concorrenti che non abbiano indicato nella loro offerta gli oneri di sicurezza aziendale; tale principio, infatti, sembra porsi in contrasto con i principi di certezza del diritto, di tutela dell’affidamento e del favor partecipationis considerato inoltre che tale esclusione colpisce i concorrenti che hanno prodotto un’offerta perfettamente conforme alle prescrizioni stabilite nel bando e nei modelli ad esso allegati...
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TAR TOSCANA - SENTENZA 12.07.2016 N. 1159

La mancata o incompleta verbalizzazione del numero delle schede elettorali autenticate ma non utilizzate costituisce vizio tale da invalidare la tornata elettorale quando a causa di tale carenza non risulti possibile ricostruire, comunque, il dato mancante e quindi l’esatto svolgimento delle operazioni di voto. Sulla base di tale principio si deve dichiarare l'illegittimità delle operazioni elettorali relative al Comune di Viareggio nel caso in cui, a seguito di apposita verificazione, è risultata in una sezione una grave violazione relativa alle schede autenticate e non utilizzate il cui numero, oltre a non essere espressamente indicato nel verbale di sezione, risulta, dopo l’apertura della busta di cui all’art. 53, 1° comma n. 3 del d.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, pari a solo un centinaio di schede, mentre dovrebbe essere molto più elevato, in un numero addirittura pari a 791, risultanti dalla differenza tra 1214 aventi diritto al voto ed i 423 votanti...
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CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA - SENTENZA 26.09.2016 N. 330

Come statuito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 215/1987, in tema di diritto alla frequenza scolastica dei portatori di handicap, i fattori di recupero e di superamento della emarginazione di questi ultimi sono rappresentati non solo dalle pratiche di cura e di riabilitazione, ma anche dal pieno ed effettivo inserimento dei medesimi anzitutto nella famiglia e, quindi, nel mondo scolastico e in quello del lavoro. Anche alla luce di tale principio, deve ritenersi illegittimo il provvedimento della Direzione didattica che ha disposto nei confronti di un minore portatore di handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3°, della legge n. 104/1992, la diminuzione delle ore di insegnamento di sostegno, in carenza di una preliminare modificazione del piano educativo che dia atto di oggettive ragioni inerenti ad un mutamento delle condizioni tali da giustificare la decisione (nella specie, all’inizio dell’anno scolastico erano state assegnate 22 ore settimanali, ridotte tuttavia nel corso dell’anno a 18 ore, per il sopraggiungere di altri due alunni cui doveva essere garantito l’insegnamento di sostegno).....
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TAR LAZIO - SENTENZA 15.09.2016 N. 9776

È illegittimo e merita di essere annullato un provvedimento sanzionatorio adottato dall’ANAC (nei confronti di un'impresa per presunta falsa dichiarazione in sede di gara) per violazione del termine massimo di conclusione del procedimento, fissato con Regolamento unico in materia di esercizio del potere sanzionatorio dalla stessa Autorità in 180 giorni decorrenti dalla data di comunicazione di inizio del procedimento ex art. 7 della L. n. 241 del 1990 e computati altresì gli eventuali periodi di sospensione; detto termine di 180 giorni, infatti, costituisce un limite massimo per la definizione dei procedimenti sanzionatori di competenza dell’ANAC, in base al disposto dell’art. 6 del Regolamento unico dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici del febbraio 2014 adottato ai sensi dell’art. 8, comma 4, del D.Lgs. n. 163 del 2006......
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CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA - SENTENZA 13.09.2016 N. 308

Il vincolo di inedificabilità nella fascia ricompresa nei 150 mt. dalla battigia previsto dall’art. 15, lett. a), della L. Reg. Sicilia 12 giugno 1976 n. 78 si applica anche alle strutture alberghiere, atteso che detta norma regionale prevede l’inapplicabilità del vincolo solo alle opere desinate alla “diretta fruizione del mare” e l'esenzione si riferisce solo agli impianti o alle opere destinate in via diretta e immediata alla fruizione del mare e non ad altre opere, come ad esempio i complessi alberghieri, con riferimento alle quali l’allocazione in prossimità del mare risulta meramente accidentale e occasionale. In questo contesto, costituisce un palese mutamento di destinazione d’uso - non ammesso dalla normativa - la trasformazione di uno stabilimento industriale per la lavorazione della pomice (sito nell’isola di Lipari) in un albergo, essendo evidente che si tratta, nel caso degli alberghi, di costruzioni destinate ad attività turistiche e quindi interessanti un settore economico ben specifico e diverso dagli impianti di tipo industriale, a cui originariamente apparteneva il vecchio pomicificio. .......
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.08.2016 N. 3714

In forza del principio di immedesimazione organica delle persone fisiche componenti l'organo autore dell'atto amministrativo emesso nell'esercizio delle funzioni ad esso attribuite e della conseguente imputazione giuridica a quest'ultimo dell'atto medesimo, un componente dell'organo amministrativo non può rivestire la qualità di controinteressato nel processo amministrativo avente ad oggetto l'impugnazione di un provvedimento emesso da detto organo. Pertanto, nel giudizio di accesso agli atti amministrativi, ivi compresi i verbali di un organo amministrativo, le persone fisiche componenti tale organo sono privi di qualsiasi titolarità di controinteressato in quanto in questo modo l'interesse alla conservazione dell'atto impugnato verrebbe traslato dall'oggetto dell'istanza ostensiva all'interesse che sorregge quest'ultima ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.08.2016 N. 3670

La disciplina recata dal Piano paesistico interviene in via sostitutiva in luogo ed in assenza di una espressa pianificazione da parte del PRG comunale, stante la valenza sovraordinata dello strumento di pianificazione paesaggistico-ambientale con valenza urbanistico-edilizia, impedendo con ciò che in siffatti casi possano ritenersi sussistenti le condizioni per l'applicazione delle previsioni di di sostanziale inedificabilità di cui all'art. 9 DPR n. 380/2001 per le c.d. "zone bianche" ....
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TAR VENETO - SENTENZA 04.08.2016 N. 940

Rientra nella giurisdizione del G.O. la controversia relativa all’impugnazione del provvedimento della stazione appaltante di diniego alla sostituzione dell'impresa mandataria di una Associazione Temporanea d'Imprese aggiudicataria con altra in possesso dei requisiti necessari per la partecipazione alla gara, a seguito dell’istanza di fallimento della mandataria della medesima a.t.i., nel caso in cui la suddetta domanda sia stata presentata dalla mandante in corso di esecuzione del contratto di appalto. Vertendo in ambito di attività negoziale della pubblica amministrazione e, in particolare, in materia di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture, la cognizione delle condotte e dei provvedimenti assunti prima dell’aggiudicazione della gara e nella successiva fase compresa tra l’aggiudicazione e la stipula del contratto, spetta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, mentre le controversie relative alla fase di esecuzione del contratto rientrano nella giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 01.08.2016 N. 3451

Il termine di impugnazione degli atti di gara decorre dal momento in cui la conoscenza degli atti sia tale da consentire al concorrente di formulare censure specifiche di legittimità, mentre la conoscenza successiva al ricorso di elementi dai quali desumere l’esistenza di vizi ulteriori o, al contrario, atti a smentire le illegittimità dedotte rileva rispettivamente ai fini della proposizione di motivi aggiunti o di un’eventuale rinuncia all’impugnazione. Nel caso di conoscenza immediata dei vizi dell’aggiudicazione, decorre il termine di impugnazione e la successiva comunicazione dell’aggiudicazione ai sensi dell’art. 79, comma 5, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 diviene irrilevante ai fini della decorrenza di detto termine; infatti, quest’ultima disposizione va coordinata con le regole generali in materia di termine per proporre ricorso, ed in particolare con la «conoscenza» cui si riferisce l’art. 120, comma 5, del codice del processo amministrativo...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.07.2016 N. 3387

In mancanza di una definizione unitaria ed omogenea di "ente pubblico" nell'ordinamento, i presupposti necessari per il riconoscimento della natura pubblica ad un ente sono di tipo organizzativo e sostanziale. L'elemento organizzativo è rappresentato dal rispetto del principio di legalità: la Costituzione demanda alla legge il compito di stabilire quando un soggetto possa qualificarsi come pubblico (art. 97 Cost.); la legge 70/1975, in attuazione di tale regola, dispone, con previsione generale, che «nessun nuovo ente pubblico può essere istituito o riconosciuto se non per legge». L'elemento sostanziale è invece costituito dalla presenza di indici idonei a rilevare la pubblicità dell’ente; tale criterio valorizza una serie di indici esteriori sintomatici e non necessariamente cumulativi della pubblicità, rappresentati, in particolare: a) dall’istituzione per legge e dalla costituzione ad iniziativa pubblica; b) dal rapporto di strumentalità con lo Stato o ente territoriale, che implica l’esercizio di poteri di indirizzo e controllo; c) dal finanziamento pubblico; d) dal fine di interesse pubblico che deve essere perseguito; e) dall’attribuzione di poteri pubblici ...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 14.07.2016 N. 1023

In tema di provvedimenti di divieto di accesso a manifestazioni sportive (daspo), il Giudice Amministrativo, se dagli elementi obiettivi esistenti agli atti di causa ritenga che non sia possibile ravvisare quel nesso diretto che colleghi la condotta del destinatario del provvedimento (nella specie, un minore) agli episodi di violenza verificatisi né la sua partecipazione attiva agli stessi, può utilizzare suoi poteri di modulazione ed in conformità al criterio di proporzionalità, può ridurre equitativamente la durata del daspo da un anno ad un periodo inferiore. Invero, anche se la lettera della legge stabilisce in un anno la durata minima del daspo, deve ritenersi – alla stregua di un’interpretazione costituzionalmente orientata di tale disposizione – che possa ammettersi una riduzione della durata minima, da ritenersi quindi derogabile, allorché la misura stessa abbia come destinatario un soggetto minorenne...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.07.2016 N. 2999

E' legittimo il provvedimento del Questore avente ad oggetto il diniego di rinnovo di una licenza di porto d'armi emessa nei confronti del titolare che risulti un congiunto di un appartenente alla criminalità organizzata e abbia consueti rapporti con questi, ovvero ne sia anche saltuariamente convivente. Invero, si può senz’altro ritenere sussistente un pericolo di abuso dell'arma (nella fattispecie, fucile da caccia), poiché il legame familiare e la frequentazione abituale comportano reciproci condizionamenti o tolleranze; non occorre al riguardo uno specifico giudizio di pericolosità sociale del destinatario del provvedimento, poiché ciò che conta – in tali casi – è il pericolo in sé che vi siano occasioni per l’utilizzo indebito dell’arma...
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