CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 06.12.2016 N. 5123

Ai fini della decorrenza del termine per l'impugnazione di un permesso di costruire, occorre che le opere rivelino in modo chiaro e preciso le loro caratteristiche, onde permettere ai terzi di cogliere in modo univoco l'entità delle eventuali violazioni urbanistiche e la lesività derivante da tale provvedimento, sicchè in mancanza di diversi indizi tale momento coincide con il completamento dei lavori. Tuttavia, qualora si censuri l'illegittimità del titolo abilitativo per inedificabilità assoluta del lotto di riferimento, la violazione urbanistica e la lesività connessa sono immediatamente percepibili già con l'inizio dei lavori, ed a tale momento va quindi ricondotto il termine di decorrenza per l'impugnazione del provvedimento in questione ....
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 29.11.2016 N. 2248

Deve disporsi l'annullamento dell’aggiudicazione di una gara ad una ditta nei cui confronti sia risultata comprovata l’esistenza di un collegamento sostanziale tra imprese, e ciò in base a concorrenti gravi indizi che si dimostrino precisi e concordanti. Tra tali indizi devono annoverarsi i casi un cui tra la ditta aggiudicataria ed altra concorrente si verifichino: 1) strettissime connessioni parentali tra i soci delle due società; 2) sedi amministrative e magazzini nel medesimo indirizzo; 3) presenza, su svariati siti internet, di pubblicità delle due società rappresentanti il medesimo ed identico indirizzo di sede; 4) identica calligrafia di compilazione delle domande di partecipazione alla gara; 5) stesso numero telefono e fax inserito nella domanda di partecipazione alla gara; 6) contratti di locazione di entrambe le sedi delle società stipulati con la stessa locataria. In in tal caso, infatti, deve ritenersi comprovata la sussistenza di plurimi elementi univoci che dimostrano l’imputabilità delle offerte ad un unico centro decisionale, con conseguente illegittimità dell’aggiudicazione per violazione dei principi di segretezza delle offerte e di trasparenza delle gare pubbliche nonché della parità di trattamento delle imprese concorrenti ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.11.2016 N. 4918

Negli appalti pubblici il divieto di modificazione soggettiva dettato dall’art. 37, comma 9 e commi 18 e 19 del D.Lgs. n. 163/2006 ha il solo scopo di consentire alla P.A. appaltante di verificare il possesso dei requisiti da parte dei concorrenti e, correlativamente, di precludere modificazioni soggettive, sopraggiunte ai controlli, in grado di impedire o vanificare tali verifiche preliminari. Ciò chiarito, deve rilevarsi come ormai l’art. 106 del D.Lgs. n. 50/2016, recependo l’art. 72 della direttiva 2014/24/Ue e l’art. 89 della direttiva 2014/25/Ue, prevede al comma 1, lett. d, n. 2, la possibilità di modifica del contratto in corso qualora all’aggiudicatario iniziale succeda “per causa di morte o per contratto, anche a seguito di ristrutturazioni societarie, comprese rilevazioni, fusioni scissioni acquisizione o insolvenza, un altro operatore che soddisfi i criteri di selezione qualitativa stabiliti inizialmente, purché ciò non implichi altre modifiche sostanziali al contratto”. Dunque nel segno della maggiore flessibilità della regolamentazione della continuità aziendale si è inteso agevolare la continuazione dell’esecuzione del contratti pubblici già stipulati...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 12.11.2016 N. 1474

Non può essere legittimamente esclusa da una procedura di selezione pubblica per l'aggiudicazione di un appalto di forniture, un'impresa concorrente che si sia avvalsa della clausola di equivalenza ex art. 68 del d.lgs. n. 50 del 2016, ove il provvedimento di esclusione sia motivato con riferimento al fatto che la ditta ha offerto un prodotto avente marca e caratteristiche tecniche diverse da quelle espressamente indicate e richieste dalla lex specialis, nel caso in cui la concorrente abbia fornito la dimostrazione che il medesimo prodotto, alla stregua degli standard qualitativi europei, ha caratteristiche effettivamente equivalenti a quelle oggetto di fornitura.....
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TAR LAZIO - SENTENZA 02.11.2016 N. 10767

L'occupazione e la trasformazione del bene immobile di un privato da parte della P.A., allorché il decreto di esproprio non sia stato emesso o sia stato annullato, integrano un illecito di natura permanente che origina una pretesa risarcitoria idonea a contemplare i danni subiti per il periodo di privazione del bene stesso e quindi la perdita delle utilità da esso ricavabili, sicchè il termine di prescrizione quinquennale di tale diritto al risarcimento decorre dalle singole annualità. Il risarcimento va quantificato nella misura dell'interesse del 5% annuo del valore venale della superficie occupata al momento dell'adozione del provvedimento di acquisizione, come prescritto dal comma 3 del cit. art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001. Nel caso in cui il proprietario del terreno illegittimamente occupato dalla P.A. abbia proposto una domanda risarcitoria intesa a conseguire la reintegrazione patrimoniale del bene, deve essere dichiarato l’obbligo, per la P.A. stessa, di adottare il provvedimento di acquisizione sanante previsto dall’articolo 42 bis comma 3 del testo unico delle espropriazioni ovvero, in alternativa, di determinarsi a restituire definitivamente il bene alla proprietaria. Al fine di non paralizzare a tempo indeterminato l’efficacia della domanda risarcitoria, deve essere fissato un termine (nella specie di 45 giorni), decorrente dalla notificazione o comunicazione della sentenza, entro il quale l’Amministrazione resistente dovrà adottare il provvedimento definitivo al riguardo......
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TAR CALABRIA - SENTENZA 20.10.2016 N. 1983

Deve rilevarsi l'illegittimità della decisione assunta da parte di un'Azienda Sanitaria che, al fine di coprire dei posti di pubblico impiego, nonostante la esistenza di una graduatoria ancora valida ed efficace di un precedente concorso, ha indetto una nuova procedura concorsuale, ove sia stata omessa la indicazione delle motivazioni di tale scelta. Infatti, come ricordato dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con sentenza n. 14/2011, a fronte di una graduatoria valida, l’Amministrazione è tenuta ad esternare e a rendere comprensibili le ragioni che la inducano ad optare per l’una o l’altra forma di reclutamento (nel caso l’utilizzazione della graduatoria concorsuale ancora efficace e quindi suo scorrimento, con assunzione degli idonei, ovvero indizione della procedura concorsuale), dovendo tener conto del generale principio di favore dell’ordinamento per l’utilizzazione delle graduatorie degli idonei.....
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TAR SICILIA - SENTENZA 18.10.2016 N. 2397

Premesso che non sussiste in materia di pubblici concorsi una norma specifica in tema di astensione e ricusazione, risultano applicabili i principi generali in materia di azione amministrativa e, per analogia, le norme settoriali vigenti, tra cui rientrano senz'altro le previsioni degli articoli 51 e 52 Codice di procedura civile. Ne consegue che deve ritenersi illegittimo il decreto con il quale il Rettore ha rigettato l’istanza di ricusazione avanzata da un candidato nei confronti di un commissario di un concorso indetto per la copertura di un posto di ricercatore universitario, nel caso in cui sia risultata accertata l’esistenza di uno stretto rapporto di collaborazione professionale tra detto commissario e un altro candidato e, in particolare, il commissario stesso sia coautore, insieme al candidato di numerosi lavori scientifici (nella specie si trattava di n. 44 pubblicazioni scientifiche); infatti, la comprovata sussistenza di tale stretto rapporto di collaborazione è tale da giustificare l’obbligo di astensione del primo nella procedura concorsuale alla quale ha partecipato, vincendola, il secondo....
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TAR TOSCANA - SENTENZA 11.10.2016 N. 1451

E’ legittimo il provvedimento con il quale un Comune ha sottoposto un permesso di costruire alla condizione per la quale il relativo rilascio è subordinato alla preventiva realizzazione, da parte del richiedente, di alcune opere di urbanizzazione; e ciò a maggior ragione nel caso in cui le opere alla cui realizzazione l’Ente locale ha subordinato il rilascio del titolo edilizio, siano strettamente interconnesse con il lotto sul quale si intende edificare, trattandosi di una strada che ne consente il collegamento con la viabilità già esistente e di un parcheggio ad esso adiacente, e ciò anche se l'intervento ricade in zona di saturazione e completamento.....
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TAR PUGLIA - SENTENZA 06.10.2016 N. 1181

Deve essere disposto l'annullamento dell'aggiudicazione di una gara ad un concorrente straniero (nel caso, la mandante spagnola di un raggruppamento temporaneo di imprese) qualora nei confronti di tale impresa sia stata pronunciata una sentenza di accertamento di grave inadempimento in un precedente appalto con condanna al risarcimento del danno in favore della stazione appaltante costituita da un Comune spagnolo e tale sentenza, in sede di partecipazione alla gara, non sia stata dichiarata, a nulla rilevando che la medesima sentenza sia stata pronunciata da un tribunale non italiano, bensì di un Paese europeo, e tenuto altresì conto della circostanza per la quale tale mancata dichiarazione integra, in ogni caso, violazione degli obblighi dichiarativi fissati dalla legge e dalla normativa di gara che rileva come sintomo di inaffidabilità dell’impresa, che ha tenuto nascosto alla stazione appaltante un essenziale elemento di valutazione per la verifica del possesso dei requisiti di partecipazione .....
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CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA - SENTENZA 26.09.2016 N. 330

Come statuito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 215/1987, in tema di diritto alla frequenza scolastica dei portatori di handicap, i fattori di recupero e di superamento della emarginazione di questi ultimi sono rappresentati non solo dalle pratiche di cura e di riabilitazione, ma anche dal pieno ed effettivo inserimento dei medesimi anzitutto nella famiglia e, quindi, nel mondo scolastico e in quello del lavoro. Anche alla luce di tale principio, deve ritenersi illegittimo il provvedimento della Direzione didattica che ha disposto nei confronti di un minore portatore di handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3°, della legge n. 104/1992, la diminuzione delle ore di insegnamento di sostegno, in carenza di una preliminare modificazione del piano educativo che dia atto di oggettive ragioni inerenti ad un mutamento delle condizioni tali da giustificare la decisione (nella specie, all’inizio dell’anno scolastico erano state assegnate 22 ore settimanali, ridotte tuttavia nel corso dell’anno a 18 ore, per il sopraggiungere di altri due alunni cui doveva essere garantito l’insegnamento di sostegno).....
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TAR PUGLIA - SENTENZA 02.12.2016 N. 1834

Nelle procedure di gara, in caso di contrasto tra bando e disciplinare prevalgono le disposizioni del primo, in quanto fonte normativa gerarchicamente sovraordinata rispetto al secondo. Ne consegue l'illegittimità del provvedimento di esclusione di un concorrente motivato con riferimento al fatto che la domanda di partecipazione è stata presentata in ritardo rispetto al termine indicato dalla lex specialis, nel caso in cui sussista un contrasto tra il termine indicato dal bando e quello indicato dal disciplinare di gara e la domanda sia stata presentata tardivamente rispetto alle previsioni del disciplinare ma tempestivamente rispetto al termine indicato nel bando ...
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TAR LIGURIA - SENTENZA 25.11.2016 N. 1172

Il pagamento del canone costituisce la prestazione principale che grava sul concessionario, onde il mancato reiterato pagamento del canone stesso costituisce di per sè grave inadempimento a prescindere dall'ammontare della somma. Pertanto deve ritenersi legittima la esclusione di una ditta da una gara indetta da un Comune per l’affidamento in gestione di una spiaggia libera attrezzata, che sia motivato con riferimento al mancato pagamento, da parte del concorrente interessato, dei canoni demaniali relativi ad alcuni anni precedenti, essendo la ditta stessa il precedente gestore della spiaggia; infatti, tale mancato pagamento integra, quantomeno, la grave negligenza di cui all’art. 38 d.lgs. n. 163 del 2006 – applicabile, in difetto di deroghe previste da specifiche disposizioni della lex specialis di gara, anche relativamente alle gare per la concessione delle aree demaniali – nonché, di per sé, grave inadempimento, a prescindere dall’entità della somma, idonei a legittimare il provvedimento di espulsivo...
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TAR LAZIO - SENTENZA 14.11.2016 N. 11270

In ambito di inconferibilità di incarichi di cui al d.lgs. n. 39 del 2013, all'Autorità Nazionale Anticorruzione è attribuito un potere di vigilanza ed ispettivo, con facoltà di sospensione dei procedimenti di conferimento d'incarico, nonchè di segnalazione alla Corte dei Conti ai sensi dell'art. 16 del medesimo decreto. Non è, invece, riconosciuto all'ANAC alcun potere sostitutivo rispetto a quello dell'ente vigilato, che rimane l'unico competente ad assumere i provvedimenti di conferimento di incarico. Conseguentemente, va ritenuta illegittima una deliberazione con la quale l’ANAC ha ordinato al Commissario ad acta nominato dalla Regione, di annullare il provvedimento di archiviazione assunto dal responsabile anticorruzione di un Consorzio ASI, in relazione alla pretesa causa di inconferibilità dell’incarico di Presidente del medesimo Consorzio, e di avviare il procedimento sanzionatorio ex art. 18, comma 2, d.lgs. 39 del 2013 nei confronti dei soggetti che hanno eletto il soggetto interessato dalla causa di inconferibilità dell’incarico. Difatti, solo ed esclusivamente al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione dell’Ente, e non anche all’ANAC, spetta il potere di dichiarare la nullità di un incarico ritenuto inconferibile ed assumere le conseguenti determinazioni....
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TAR PUGLIA - SENTENZA 08.11.2016 N. 1262

In vigenza del nuovo codice dei contratti pubblici di cui al d. lgs 18 aprile 2016 n. 50 le procedure di gara sono soggette alle previsioni di cui all’art. 120, comma 2 bis (introdotto dall’art. 204, comma 1, lett.b) d.lgs citato) per cui occorre procedere all’immediata impugnazione del provvedimento relativo all’ammissione delle concorrenti, nel termine di trenta giorni, decorrente dalla pubblicazione sul profilo del committente della stazione appaltante, a pena di inammissibilità dell’impugnazione dei successivi atti della procedura di affidamento, anche con ricorso incidentale). La novella legislativa di cui all’art. 120, comma 2 bis, c.p.a. confligge con il quadro giurisprudenziale, storicamente consolidatosi, atteso che veicola nell’ordinamento l’onere di immediata impugnazione dell’ammissione di tutti gli operatori economici – quale condizione di ammissibilità della futura impugnazione del provvedimento di aggiudicazione – anche in carenza di un’effettiva lesione od utilità concreta......
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 24.10.2016 N. 1950

Sino alla data di entrata in vigore del processo amministrativo telematico, posticipata al 1° gennaio 2017, la notificazione del ricorso innanzi al G.A. a mezzo posta elettronica certificata effettuata dal difensore, in mancanza di una specifica disciplina, non costituisce una forma ordinaria di notificazione, dovendosi ritenere tale soltanto quella che è riferibile agli atti processuali di parte in formato analogico: essa, in mancanza di una specifica disciplina riferita al vigente processo amministrativo, è dunque nulla se non previamente e dettagliatamente autorizzata ex art. 52, 2° comma, c.p.a., dal Presidente, che dovrà individuare, sia pure per relationem, adeguate modalità applicative. Tale nullità, in base all’art. 44, comma 3, c.p.a., deve ritenersi comunque sanabile con la costituzione delle parti intimate, effettuata nei termini di legge e argomentata in rito e nel merito al fine di chiedere la reiezione del ricorso.....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 18.10.2016 N. 4360

Ai fini dell’ammissione ai concorsi a posti di pubblico impiego il diploma rilasciato da un istituto professionale di durata triennale (o biennale) non può essere inteso quale diploma di istruzione secondaria superiore, in quanto esso ha valore legale nei limiti previsti, in particolare, dall'art. 195, comma 2, d.lgs. n. 267/94, tant’è che dà diritto a particolare valutazione nei concorsi, per soli titoli e per titoli ed esami, per l’assunzione nei ruoli di carattere tecnico ai quali si accede con il possesso di licenza di scuola secondaria di primo grado, ma non è assimilabile in alcun caso al diploma di maturità quale esame di Stato conclusivo del corso di studio d’istruzione secondaria superiore da sostenere al termine dei corsi integrativi previsti dall’art. 191, comma 6 d.lgs. n. 297/1994. Ne consegue che deve ritenersi pienamente legittima l’esclusione da un concorso per il quale il bando prevedeva il requisito del possesso del diploma di scuola media secondaria superiore, di un candidato che aveva dichiarato di essere in possesso di un diploma di scuola superiore triennale.....
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TAR LAZIO - SENTENZA 14.10.2016 N. 10336

Al giudizio di ottemperanza innanzi al Giudice amministrativo si applica il disposto dell’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/96, convertito in l. n. 30/97, secondo cui le Amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici dispongono di un termine di centoventi giorni per eseguire i provvedimenti giurisdizionali che li obbligano al pagamento di somme di danaro, termine decorrente dalla notificazione del titolo esecutivo (pur se non munito di formula esecutiva (T.A.R. Lazio, Sez. I, 30.10.2012, n. 10127) e prima che tale termine scada il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica di atto di precetto. Tale norma si riferisce espressamente alla esecuzione forzata e non anche al giudizio di ottemperanza, ma si deve ritenere applicabile anche a tale procedimento, essendo evidente l'analoga finalità di concedere alle Amministrazioni un adeguato intervallo tra la richiesta di pagamento mediante notificazione del titolo e l'avvio della relativa procedura esecutiva....
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TAR PUGLIA - SENTENZA 11.10.2016 N. 1193

E’ legittimo il diniego, espresso da una società a partecipazione pubblica, interamente controllata da un Ente locale, rispetto ad un'istanza di accesso agli atti di alcuni pareri legali espressamente richiamati in una delibera della Giunta Municipale volta ad approvare la successiva formalizzazione di alcune proposte transattive relative a procedimenti contenziosi. Difatti, in tal caso, il diritto all'ostensione non può essere accordato in quanto deve negarsi la natura di atto “endoprocedimentale” dei pareri stessi, che risultano essere stati viceversa resi dai professionisti incaricati dalla società in vista della stipula di atti transattivi di procedimenti contenziosi, e, in quanto tali, detti pareri devono ritenersi coperti da segreto professionale in relazione al diritto difesa della P.A....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 28.09.2016 N. 4014

In ambito di società miste, la disciplina di cui all'art. 1, comma 2, del Codice dei Contratti, D.Lgs. n. 163/2006 - oggi art. 5, comma 9, del D.Lgs. n. 50/2016 - secondo la quale la scelta del socio privato deve avvenire con procedure di evidenza pubblica non si applica solo all'atto della costituzione della società mista, ma anche alla fase dell'eventuale alienazione di partecipazioni sociali detenute da un'amministrazione pubblica. Ne consegue non solo la radicale nullità di un atto di cessione di quote disposto in mancanza di previa selezione pubblica, bensì anche la nullità delle clausole di prelazione eventualmente presenti nell'atto costitutivo per contrasto con i principi generali di ordine pubblico economico che postulano la messa a gara delle partecipazioni nell'ambito di società miste deputate (tra le altre) alla prestazioni di servizi. Tale nullità può essere accertata dal Giudice Amministrativo.....
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TAR CALABRIA - SENTENZA 26.09.2016 N. 947

Deve ritenersi legittimo e meritevole di conferma il provvedimento emesso dal Questore in base all’art. 6 della l. n. 401 del 1989 (DASPO), con cui è stato disposto, nei confronti di un calciatore, il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive ed alle aree adiacenti (parcheggi, vie d'accesso destinate al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle competizioni sportive), per la durata di due anni e sei mesi, che sia motivato con riferimento al fatto che l’interessato: “… a seguito della concessione di un rigore a favore della squadra avversaria afferrava per un polso l’arbitro bloccandolo, per farlo desistere dall’ammonire un proprio compagno di squadra e, subito dopo, rivolgendogli parole offensive e minacciose, gli pestava i piedi, per impedirgli ogni movimento e lo colpiva con un violento pugno al torace".....
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