Consiglio Giustizia Amministrativa - Ordinanza 29.12.2020 N. 1211

Vanno rimesse all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato le seguenti questioni interpretative: a) se, nell’ipotesi di partecipazione ad una gara d’appalto di un consorzio stabile, che ripeta la propria qualificazione, necessaria ai sensi del bando, da una consorziata non designata ai fini dell’esecuzione dei lavori, quest’ultima vada considerata come soggetto terzo rispetto al consorzio, equiparabile all’impresa ausiliaria nell’avvalimento, sicché la perdita da parte della stessa del requisito durante la gara imponga alla stazione appaltante di ordinarne la sostituzione, in applicazione dell’art. 89, comma 3, d.lgs. n. 50 del 2016 e/o dell’art. 63, direttiva 24/2014/UE, derogandosi, pertanto, al principio dell’obbligo del possesso continuativo dei requisiti nel corso della gara e fino all’affidamento dei lavori; b) in caso di risposta negativa al quesito sub a), se comunque, qualora la consorziata – non designata ai fini dell’esecuzione dei lavori – derivi la qualificazione da un rapporto di avvalimento con altra impresa, trovino applicazione le disposizioni normative sopra citate e la conseguente deroga al richiamato principio dell’obbligo del possesso continuativo dei requisiti ..
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TAR VENETO - SENTENZA 14.12.2020 N. 1255

In ambito dell'esercizio dei poteri di vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia relativa ad una SCIA, a seguito di annullamento giurisdizionale del precedente diniego, il Comune deve tenere conto, nel bilanciamento degli interessi contrapposti, tra quello pubblico (che deve essere concreto e non tendente al mero ripristino della legalità) e quello privato formatosi sull'affidamento della legittimità del titolo annullato, delle circostanze del caso concreto tra cui anche l'avanzamento dei lavori ed i comportamenti omissivi tenuti dai terzi controinteressati che potrebbero aver alimentato la legittima aspettativa del segnalante ..
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TAR LIGURIA - SENTENZA 25.11.2020 N. 841

La previsione dell'art. 32 comma 2 lett.b) D.P.R. n. 207/2010 che indica la percentuale di spese generali tra il 13 ed il 17 per cento, pur essendo norma derogabile, richiede, qualora lo scostamento sia particolarmente significativo, adeguata indagine e giustificazione in sede di anomalia. Ne consegue l'illegittimità dell'aggiudicazione disposta in favore di un'offerta che evidenzia - senza alcuna motivazione - spese generali per un ammontare pari al 2,80%....
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TAR LAZIO - SENTENZA 03.11.2020 N. 11304

E' compatibile con il diritto comunitario l’attuale limite previsto per il subappalto pari al 40% delle opere, previsto dall’art. 1, comma 18, della legge n. 55/2019, secondo cui: “Nelle more di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, fino al 31 dicembre 2020, in deroga all’articolo 105, comma 2, del medesimo codice, fatto salvo quanto previsto dal comma 5 del medesimo articolo 105, il subappalto è indicato dalle stazioni appaltanti nel bando di gara e non può superare la quota del 40 per cento dell’importo complessivo del contratto di lavori”...
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TAR VENETO - SENTENZA 16.10.2020 N. 952

In materia di appalti pubblici, lo spartiacque tra la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. e), n. 1, cod. proc. amm. e la giurisdizione del giudice ordinario va individuato nella firma del contratto, non valendo a tale scopo la mera consegna d'urgenza dei lavori, che comporta solo un’anticipazione dell’esecuzione della prestazione, ma il rapporto resta condizionato agli sviluppi del procedimento e all’esercizio del potere da parte dell’Amministrazione, del resto la normativa prevede all'art. 32 comma 8 del Codice dei Contratti che la mancata stipula prevede a favore dell’aggiudicatario esclusivamente il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione dei lavori ordinati dal direttore dei lavori, ivi comprese quelle per opere provvisionali ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 30.09.2020 N. 5746

Ai sensi dell'art. 51 D.Lgs. n. 50/2016 che regolamenta la suddivisione in lotti funzionali, la decisione della stazione appaltante è legittima ove sia stato osservato dalla stazione appaltante il c.d. “protocollo” operativo, secondo una costruzione giurisprudenziale consolidata, che permette di verificare la conformità della scelta dell'amministrazione al modello legale che ammette la deroga ad una suddivisione in lotti dell’appalto rigidamente rispettosa dell’interesse partecipativo delle PMI, subordinatamente: 1) all’osservanza dell’obbligo motivazionale, mediante la congrua illustrazione delle ragioni sottese alla suddivisione in lotti concretamente disposta; 2) alla verifica della logicità e plausibilità delle stesse, in rapporto all’interesse pubblico perseguito in concreto...
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TAR PUGLIA - SENTENZA 31.08.2020 N. 965

Va confermata in sede giudiziale l'aggiudicazione di un appalto di servizi in favore di un concorrente che in sede d'offerta non abbia indicato i costi della mandopera e vi abbia provveduto solo successivamente, in sede di soccorso istruttorio, nel caso in cui il relativo obbligo non fosse previsto espressamente nella lex specialis. Difatti l’omessa indicazione nell’offerta economica dell’aggiudicataria del costo della manodopera ex art. 95, comma 10, del Codice dei contratti pubblici permette l’avvenuta attivazione del soccorso istruttorio ai fini della illustrazione postuma dei relativi oneri, perché la lex specialis non prevede tale specifico incombente, facendo il disciplinare di gara solo un generico rinvio alle disposizioni di legge vigenti...
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TAR LAZIO - SENTENZA 03.08.2020 N. 8944

In tema di gare d'appalto, l'affidabilità e la serietà dell'offerta vanno valutate tramite un apprezzamento complessivo e globale della stazione appaltante, dovendosi ritenere illegittimo un provvedimento di esclusione comminato nei confronti di un'offerta ritenuta incongrua e/o inaffidabile esclusivamente in relazione ad alcune voci di costo indicate dal concorrente e quindi limitatamente a specifiche inesattezze, senza alcun giudizio sull'insieme dell'offerta ...
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TAR BASILICATA - SENTENZA 15.07.2020 N. 463

E’ inammissibile un ricorso notificato ad un indirizzo pec non contenuto negli specifici registri appositamente individuati dalla legge (v. ora Registro degli indirizzi PEC delle PP.AA. – ReGIndE – tenuto dal Ministero della Giustizia), a nulla rilevando che la notifica sia stata effettuata all’indirizzo pec dell’Amministrazione, nè è qualificabile la condotta come errore scusabile viso l'onere incombente sul notificante di verificare sempre se l’eventuale recapito indicato dall’Amministrazione sia utile non solo per l’accettazione della corrispondenza proveniente dall’utenza, ma anche ai fini della notificazione dei ricorsi in vigenza del c.d. “Processo Amministrativo Telematico” ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 18.06.2020 N. 3905

Non costituisce clausola impeditiva della partecipazione ad una gara d'appalto, e quindi immediatamente impugnabile anche senza la previa partecipazione alla gara, quella sita in un bando di gara per l’affidamento di un appalto di servizi che imponga ai concorrenti la necessaria indicazione di una terna di subappaltatori. Tale clausola non impedisce la formulazione dell'offerta, bensi costituisce mera anticipazione di un assetto progettuale da rendere esecutivo in caso di aggiudicazione della gara, senza che ciò in alcun modo valga a rendere impossibile o maggiormente difficoltosa la partecipazione ....
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TAR LAZIO - SENTENZA 22.12.2020 N. 13878

L’annotazione nel Casellario informatico da parte dell’ANAC deve seguire le consuete regole di proporzionalità e ragionevolezza dell’azione amministrativa pertanto le notizie da annotare non possono risultare inconferenti rispetto alle finalità di tenuta del Casellario pena la loro illegittimità, come nel caso di iscrizione di una sentenza di condanna risalente di molti anni e del tutto scollegata con l'attività professionale dell'operatore, senza nemmeno alcuna motivazione in merito alla scelta di dare pubblicità a tale fatto ..
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 09.12.2020 N. 1093

Il termine per chiedere la discussione da remoto dell'udienza nel processo amministrativo, essendo assimilato a quelli fissati dall’art. 73, comma 1, c.p.a. per il deposito di memorie difensive e documenti, ha carattere perentorio, in quanto espressione di un precetto di ordine pubblico processuale posto a presidio del contraddittorio e dell’ordinato lavoro del giudice, oltre che delle esigenze di corrente funzionalità degli Organi e degli Uffici della Giustizia Amministrativa specificamente prese in considerazione nel quarto periodo del comma 1 dell’art. 4 D.L. n. 28/2020 ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 16.11.2020 N. 7068

Va annullata l'esclusione da un concorso pubblico di un candidato per aver indossato durante una prova scritta uno "smartwatch" in contrasto dunque con le istruzioni date dal Comitato di sorveglianza che prevedevano il divieto di uso di cellulari, palmari, smartphone, smartwatch o similari, essendo risultata da apposita perizia che l'orologio indossato dal concorrente il giorno della prova selettiva non era idoneo a memorizzare e/o trasmettere dati, in quanto non dotato di autonoma connettività e comunque non associato ad alcun dispositivo cellulare che peraltro deve trovarsi a non più di 10 metri di distanza ed avere la connessione attiva...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.10.2020 N. 6615

In ambito di cause di esclusione dalle procedure di appalti pubblici, va interpretato come mero elenco esemplicativo e non esaustivo quello riportato nell'art. 80, comma 5, lett. c) d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 per i gravi illeciti professionali, con la conseguenza che ogni stazione appaltante può ricavare il compimento di “gravi illeciti” da ogni altra vicenda pregressa dell’attività professionale dell’operatore economico di cui sia accertata la contrarietà ad un dovere posto in una norma civile, penale o amministrativa, essendo onere degli operatori economici portare a conoscenza della P.A. tutte le informazioni relative alle proprie vicende professionali, anche non costituenti cause tipizzate di esclusione, così da consentire alla P.A. stessa un’adeguata e ponderata valutazione sulla sua affidabilità e integrità, a prescindere dalla fondatezza, gravità e pertinenza di detti episodi...
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TAR PIEMONTE - SENTENZA 06.10.2020 N. 590

Nel sistema delineato dall'art. 80 del D.Lgs. n. 50/2016 in ambito di motivi di esclusione delle selezioni pubbliche d'appalto, può rilevare ai fini dell'espulsione dalla procedura la sussistenza di condanne, ancorchè non definitive e quindi prive di effetti escludenti automatici, o anche solo il coinvolgimento in gravi vicende di carattere penale, nei casi in cui sia valutata dalla stazione appaltante di gravità tale da incidere sulla moralità professionale del concorrente e quindi idonea ad incrinare il necessario rapporto fiduciario tra le parti contraenti. Tale valutazione può condurre ad un legittimo provvedimento di esclusione, con la dovuta precisazione che trattasi di un esame di estrema delicatezza (per gli effetti di riduzione della concorrenza che comporta e la grave limitazione della libera iniziativa economica del concorrente), rimessa all’attento vaglio della stazione appaltante e necessitante, da parte di quest’ultima, di puntuali valutazioni, argomentazioni e riscontri ...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 15.09.2020 N. 1143

Va respinto il ricorso presentato da una ditta aggiudicataria del servizio di pulizie e sanificazione degli uffici comunali avverso il provvedimento con il quale la stazione appaltante (nella fattispecie, un Comune) dopo aver disposto l'aggiudicazione, ne ha disposto la revoca con riferimento, puntualmente motivato, all'intervenuta opportunità di aderire alla convenzione proposta dal soggetto aggregatore di riferimento (città metropolitana) per l’espletamento del servizio, con conseguente sicuro e significativo risparmio di spesa...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA NON DEFINITIVA 19.08.2020 N. 5097

Va sollevata la questione di costituzionalità in relazione agli artt. 41 (comma 1), 3 (comma 2) e 97 (comma 2) della Carta Costutizionale in relazione all'art. 177 comma 1 D.Lgs. n. 50/2016 nella parte in cui stabilisce l'obbligo per i concessionari di lavori, servizi e forniture pubbliche in essere alla data di entrata in vigore del nuovo codice dei contratti, qualora non selezionati con procedure ad evidenza pubblica e del valore di oltre 150 mila euro, di affidare una quota pari all'ottante per cento del contratto mediante procedure ad evidenza pubblica, introcucendo clausole socuiali e per la stabilità del personale e per la salvaguardia della professionalità ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.07.2020 N. 4832

E' contraria alla normativa comunitaria (direttiva n. 2004/18/CE) la previsione dell'art. 155 D.Lgs. n. 50/2016 (già art. 118 D.Lgs. n. 163/2006) che limita al trenta per cento la parte dell’appalto che l’offerente è autorizzato a subappaltare a terzi e al venti per cento la possibilità di ribassare i prezzi applicabili alle prestazioni subappaltate rispetto ai prezzi risultanti dall’aggiudicazione. Ne consegue che non risulta applicabile ad una gara di appalto, in quanto contraria al diritto europeo, la disciplina sopra richiamata, non potendosi disporre l’esclusione dalla gara di una ditta che abbia indicato per le prestazioni lavorative affidate in subappalto un ribasso di oltre il venti per cento rispetto a quello praticato dal medesimo concorrente nei confronti dei propri dipendenti diretti. ....
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TAR LAZIO - SENTENZA 01.07.2020 N. 7418

Il principio della rotazione delle imprese comporta in via generalizzata il divieto di invito a procedure dirette all’assegnazione di un appalto, nei confronti del contraente uscente, a meno che la stazione appaltante fornisca puntuale e rigorosa motivazione delle ragioni che hanno condotto all'invito, quali ad esempio il numero circoscritto e non adeguato di operatori presenti sul mercato ovvero il peculiare oggetto e le specifiche caratteristiche della categoria merceologica; tale motivazione, in base ai principi generali, deve risultare – nel rispetto del qualificato canone di trasparenza che orienta la gestione delle procedure evidenziali (cfr. art. 30, comma 1 d.lgs. n 50/2016) – già dalla decisione assunta all’atto di procedere all’invito, e non può essere surrogata dalla integrazione postuma, in sede contenziosa ....
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TAR LAZIO - SENTENZA 08.06.2020 N. 6044

Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo il ricorso presentato in materia di edilizia residenziale pubblica, contro il provvedimento di un Comune che abbia respinto l'istanza di voltura presentata della figlia dell’assegnatario sul presupposto dell'insussistenza delle condizioni normative per l’intestazione di un nuovo contratto a nome del richiedente, alla luce della carenza dei motivi previsti dall’art. 31, comma 1, L.R. n. 33/1987, nonchè per il subentro nell’assegnazione originaria e per aver superato il limite massimo di reddito....
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