CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 24.02.2020 N. 1381

In conformità al principio affermato dalla Corte di Giustizia U.E. (ord. n. 425 del 04.06.2019) deve ritenersi che l’art. 45, par. 2, primo comma, lettera d), della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, vada interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale - nello specifico, l'art. 80 comma 5 lett. c) D.Lgs. n. 50/2016 - che la stessa venga interpretata nel senso di escludere dall’ambito di applicazione dell’”errore grave” commesso da un operatore economico “nell’esercizio della propria attività professionale” i comportamenti che integrano una violazione delle norme in materia di concorrenza, accertati e sanzionati dall’autorità nazionale garante della concorrenza con un provvedimento confermato da un organo giurisdizionale, e che preclude alle Amministrazioni aggiudicatrici di valutare autonomamente una siffatta violazione per escludere eventualmente tale operatore economico da una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico....
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