TAR VENETO - SENTENZA 16.10.2020 N. 952

In materia di appalti pubblici, lo spartiacque tra la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. e), n. 1, cod. proc. amm. e la giurisdizione del giudice ordinario va individuato nella firma del contratto, non valendo a tale scopo la mera consegna d'urgenza dei lavori, che comporta solo un’anticipazione dell’esecuzione della prestazione, ma il rapporto resta condizionato agli sviluppi del procedimento e all’esercizio del potere da parte dell’Amministrazione, del resto la normativa prevede all'art. 32 comma 8 del Codice dei Contratti che la mancata stipula prevede a favore dell’aggiudicatario esclusivamente il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione dei lavori ordinati dal direttore dei lavori, ivi comprese quelle per opere provvisionali ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 30.09.2020 N. 5746

Ai sensi dell'art. 51 D.Lgs. n. 50/2016 che regolamenta la suddivisione in lotti funzionali, la decisione della stazione appaltante è legittima ove sia stato osservato dalla stazione appaltante il c.d. “protocollo” operativo, secondo una costruzione giurisprudenziale consolidata, che permette di verificare la conformità della scelta dell'amministrazione al modello legale che ammette la deroga ad una suddivisione in lotti dell’appalto rigidamente rispettosa dell’interesse partecipativo delle PMI, subordinatamente: 1) all’osservanza dell’obbligo motivazionale, mediante la congrua illustrazione delle ragioni sottese alla suddivisione in lotti concretamente disposta; 2) alla verifica della logicità e plausibilità delle stesse, in rapporto all’interesse pubblico perseguito in concreto...
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TAR PUGLIA - SENTENZA 31.08.2020 N. 965

Va confermata in sede giudiziale l'aggiudicazione di un appalto di servizi in favore di un concorrente che in sede d'offerta non abbia indicato i costi della mandopera e vi abbia provveduto solo successivamente, in sede di soccorso istruttorio, nel caso in cui il relativo obbligo non fosse previsto espressamente nella lex specialis. Difatti l’omessa indicazione nell’offerta economica dell’aggiudicataria del costo della manodopera ex art. 95, comma 10, del Codice dei contratti pubblici permette l’avvenuta attivazione del soccorso istruttorio ai fini della illustrazione postuma dei relativi oneri, perché la lex specialis non prevede tale specifico incombente, facendo il disciplinare di gara solo un generico rinvio alle disposizioni di legge vigenti...
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TAR LAZIO - SENTENZA 03.08.2020 N. 8944

In tema di gare d'appalto, l'affidabilità e la serietà dell'offerta vanno valutate tramite un apprezzamento complessivo e globale della stazione appaltante, dovendosi ritenere illegittimo un provvedimento di esclusione comminato nei confronti di un'offerta ritenuta incongrua e/o inaffidabile esclusivamente in relazione ad alcune voci di costo indicate dal concorrente e quindi limitatamente a specifiche inesattezze, senza alcun giudizio sull'insieme dell'offerta ...
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TAR BASILICATA - SENTENZA 15.07.2020 N. 463

E’ inammissibile un ricorso notificato ad un indirizzo pec non contenuto negli specifici registri appositamente individuati dalla legge (v. ora Registro degli indirizzi PEC delle PP.AA. – ReGIndE – tenuto dal Ministero della Giustizia), a nulla rilevando che la notifica sia stata effettuata all’indirizzo pec dell’Amministrazione, nè è qualificabile la condotta come errore scusabile viso l'onere incombente sul notificante di verificare sempre se l’eventuale recapito indicato dall’Amministrazione sia utile non solo per l’accettazione della corrispondenza proveniente dall’utenza, ma anche ai fini della notificazione dei ricorsi in vigenza del c.d. “Processo Amministrativo Telematico” ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 18.06.2020 N. 3905

Non costituisce clausola impeditiva della partecipazione ad una gara d'appalto, e quindi immediatamente impugnabile anche senza la previa partecipazione alla gara, quella sita in un bando di gara per l’affidamento di un appalto di servizi che imponga ai concorrenti la necessaria indicazione di una terna di subappaltatori. Tale clausola non impedisce la formulazione dell'offerta, bensi costituisce mera anticipazione di un assetto progettuale da rendere esecutivo in caso di aggiudicazione della gara, senza che ciò in alcun modo valga a rendere impossibile o maggiormente difficoltosa la partecipazione ....
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TAR SICILIA - SENTENZA 27.05.2020 N. 1107

L'applicazione dell’art. 95, comma 10, del D.Lgs. n. 50/2016, che impone a pena di esclusione l'obbligo di indicazione separata dei costi della mandopera in sede d'offerta è escusa in caso di contratto attivo (servizio di somministrazione di alimenti e bevande a mezzo distributori automatici, da installare presso le sedi dell’amministrazione pubblica) in quanto a seguito della modifica intervenuta all’art. 4 del D.Lgs. n. 50/2016, in forza del correttivo adottato con il D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56, è stato previsto che le procedure di affidamento dei contratti pubblici attivi avvengono nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, tutela dell’ambiente ed efficienza energetica, da cui si ricava, a contrario, che ad essi non si applicano le specifiche disposizioni del codice degli appalti che non costituiscano diretta applicazione di tali principi ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 06.05.2020 N. 2860

L’art. 6, comma 4, della L. n. 537 del 1993, come novellato dall’art. 44 della L. n. 724 del 1994, prevede che tutti i contratti pubblici ad esecuzione periodica o continuativa devono recare una clausola di revisione periodica del prezzo pattuito, e tale disposizione costituisce norma imperativa non suscettibile di essere derogata in via pattizia, ed è integratrice della volontà negoziale difforme secondo il meccanismo dell’inserzione automatica. La finalità della revisione dei prezzi contrattuali è duplice: salvaguarda l’interesse pubblico a che le prestazioni di beni e servizi alle pubbliche amministrazioni non siano esposte col tempo al rischio di una diminuzione qualitativa, a causa dell’eccessiva onerosità sopravvenuta delle prestazioni stesse,e la conseguente incapacità del fornitore di farvi compiutamente fronte, ed inoltre evita che il corrispettivo del contratto di durata subisca aumenti incontrollati nel corso del tempo tali da sconvolgere il quadro finanziario sulla cui base è avvenuta la stipulazione del contratto ...
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TAR PIEMONTE - SENTENZA 28.04.2020 N. 240

Il diritto eurounitario impone di interpretare l’art. 97, comma 8, D. Lgs. n. 50/2016, come modificato dal D.L. 18.04.2019, n. 32 (c.d. “sblocca cantieri”), nel senso per cui la stazione appaltante, prima di prevedere nella lex specialis di gara l’esclusione automatica delle offerte anomale, è tenuta, tra l’altro, ad effettuare una valutazione di assenza del carattere transfrontaliero dell'appalto, anche in base al luogo di esecuzione dei lavori...
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TAR SARDEGNA - DECRETO PRESIDENZIALE 07.04.2020 N. 122

E' legittima, prima facie, l'ordinanza contingibile ed urgente del Comune di Pula che ha limitato gli accessi a market, supermarket e minimarket (2 a settimana per 1 membro delegato per nucleo familiare) ed ai piccoli esercizi commerciali (1 al giorno) per fare fronte all'emergenza epidemilogocia Covid-19 in quanto volti a rendere semplicemente più stringenti le disposizioni assunte a livello nazionale al fine di evitare che il contagio nell'ambito comunale possa diffondersi attraverso il comportamento delle persone non in linea con l'obiettivo di limitare al massimo gli spostamenti e le uscite dalla propria abitazione per l'approvviogionamento dei necessari beni alimentari ....
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TAR PIEMONTE - SENTENZA 06.10.2020 N. 590

Nel sistema delineato dall'art. 80 del D.Lgs. n. 50/2016 in ambito di motivi di esclusione delle selezioni pubbliche d'appalto, può rilevare ai fini dell'espulsione dalla procedura la sussistenza di condanne, ancorchè non definitive e quindi prive di effetti escludenti automatici, o anche solo il coinvolgimento in gravi vicende di carattere penale, nei casi in cui sia valutata dalla stazione appaltante di gravità tale da incidere sulla moralità professionale del concorrente e quindi idonea ad incrinare il necessario rapporto fiduciario tra le parti contraenti. Tale valutazione può condurre ad un legittimo provvedimento di esclusione, con la dovuta precisazione che trattasi di un esame di estrema delicatezza (per gli effetti di riduzione della concorrenza che comporta e la grave limitazione della libera iniziativa economica del concorrente), rimessa all’attento vaglio della stazione appaltante e necessitante, da parte di quest’ultima, di puntuali valutazioni, argomentazioni e riscontri ...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 15.09.2020 N. 1143

Va respinto il ricorso presentato da una ditta aggiudicataria del servizio di pulizie e sanificazione degli uffici comunali avverso il provvedimento con il quale la stazione appaltante (nella fattispecie, un Comune) dopo aver disposto l'aggiudicazione, ne ha disposto la revoca con riferimento, puntualmente motivato, all'intervenuta opportunità di aderire alla convenzione proposta dal soggetto aggregatore di riferimento (città metropolitana) per l’espletamento del servizio, con conseguente sicuro e significativo risparmio di spesa...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA NON DEFINITIVA 19.08.2020 N. 5097

Va sollevata la questione di costituzionalità in relazione agli artt. 41 (comma 1), 3 (comma 2) e 97 (comma 2) della Carta Costutizionale in relazione all'art. 177 comma 1 D.Lgs. n. 50/2016 nella parte in cui stabilisce l'obbligo per i concessionari di lavori, servizi e forniture pubbliche in essere alla data di entrata in vigore del nuovo codice dei contratti, qualora non selezionati con procedure ad evidenza pubblica e del valore di oltre 150 mila euro, di affidare una quota pari all'ottante per cento del contratto mediante procedure ad evidenza pubblica, introcucendo clausole socuiali e per la stabilità del personale e per la salvaguardia della professionalità ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.07.2020 N. 4832

E' contraria alla normativa comunitaria (direttiva n. 2004/18/CE) la previsione dell'art. 155 D.Lgs. n. 50/2016 (già art. 118 D.Lgs. n. 163/2006) che limita al trenta per cento la parte dell’appalto che l’offerente è autorizzato a subappaltare a terzi e al venti per cento la possibilità di ribassare i prezzi applicabili alle prestazioni subappaltate rispetto ai prezzi risultanti dall’aggiudicazione. Ne consegue che non risulta applicabile ad una gara di appalto, in quanto contraria al diritto europeo, la disciplina sopra richiamata, non potendosi disporre l’esclusione dalla gara di una ditta che abbia indicato per le prestazioni lavorative affidate in subappalto un ribasso di oltre il venti per cento rispetto a quello praticato dal medesimo concorrente nei confronti dei propri dipendenti diretti. ....
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TAR LAZIO - SENTENZA 01.07.2020 N. 7418

Il principio della rotazione delle imprese comporta in via generalizzata il divieto di invito a procedure dirette all’assegnazione di un appalto, nei confronti del contraente uscente, a meno che la stazione appaltante fornisca puntuale e rigorosa motivazione delle ragioni che hanno condotto all'invito, quali ad esempio il numero circoscritto e non adeguato di operatori presenti sul mercato ovvero il peculiare oggetto e le specifiche caratteristiche della categoria merceologica; tale motivazione, in base ai principi generali, deve risultare – nel rispetto del qualificato canone di trasparenza che orienta la gestione delle procedure evidenziali (cfr. art. 30, comma 1 d.lgs. n 50/2016) – già dalla decisione assunta all’atto di procedere all’invito, e non può essere surrogata dalla integrazione postuma, in sede contenziosa ....
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TAR LAZIO - SENTENZA 08.06.2020 N. 6044

Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo il ricorso presentato in materia di edilizia residenziale pubblica, contro il provvedimento di un Comune che abbia respinto l'istanza di voltura presentata della figlia dell’assegnatario sul presupposto dell'insussistenza delle condizioni normative per l’intestazione di un nuovo contratto a nome del richiedente, alla luce della carenza dei motivi previsti dall’art. 31, comma 1, L.R. n. 33/1987, nonchè per il subentro nell’assegnazione originaria e per aver superato il limite massimo di reddito....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 18.05.2020 N. 3118

E’ sempre ammessa da parte del Collegio giudicante la la conversione dell’azione, ai sensi dell’art. 32, comma 2. c.p.a., nonostante manchi apposita domanda della parte, tenuto conto del potere di qualificazione della domanda stessa di cui dispone il giudice (art. 113 c.p.c. applicabile anche al processo amministrativo, in virtù del rinvio esterno recato dall’art. 39 c.p.a.) alla luce dei fatti affermati dalle parti e del rapporto giuridico di cui costituiscono espressione. Difatti il potere di conversione è una conseguenza di quello di qualificazione dell'azione, derivante a sua volta dal principio “iura novit curia”, che può essere esercitato d’ufficio, come può evincersi anche dal dato letterale dello stesso art. 32, comma 2, c.p.a. ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.05.2020 N. 2785

In ambito di gare d'appalto, la clausola della lex specialis impeditiva della partecipazione alla selezione a raggruppamenti di tipo orizzontale, o – ammessi i raggruppamenti verticali – a quelli di natura mista va qualificata quale causa d’esclusione atipica affetta da nullità ai sensi del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. n. 50/2016), art. 83, comma 8. Una siffatta disposizione, infatti, non si limita a modulare i requisiti interni al raggruppamento, bensì dispone una ipotesi di esclusione non contemplata dal Codice stesso, ed anzi espressamente contraria al regime di cui agli artt. 45, comma 2, lett. d), 48, comma 3, 6 e 11 del D.Lgs. n. 50/2016, oltreché ai principi europei che prevedono ampia partecipazione alle procedure di gara dei raggruppamenti temporanei ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 24.04.2020 N. 4183

La sentenza della Corte di Giustizia UE del 26.09.2019 (causa C-63/18) che ha censurato il limite al subappalto previsto dal diritto interno (art. 105 D.Lgs. n. 50/20106) nella soglia del 30% dei lavori, non ha tuttavia escluso in via assoluta la compatibilità con il diritto dell’Unione di limiti superiori. Pertanto non può ritenersi contrastante con il diritto comunitario l’attuale limite pari al 40% delle opere, previsto dall’art. 1, comma 18, della legge n. 55/2019 (legge di conversione del D.L. n. 32/2019, c.d. "Sblocca Cantieri") secondo cui “Nelle more di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, fino al 31 dicembre 2020, in deroga all’art. 105, comma 2, del medesimo codice, fatto salvo quanto previsto dal comma 5 del medesimo articolo 105, il subappalto è indicato dalle stazioni appaltanti nel bando di gara e non può superare la quota del 40 per cento dell’importo complessivo del contratto di lavori”.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 06.04.2020 N. 2257

In materia di gare d'appalto, il principio di invarianza della media ex art. 95, comma 15, del D.Lgs. n. 50/2016 si applica sia quando si è in presenza di criteri di aggiudicazione automatici, come quello del “minor prezzo”, per i quali sia previsto, anche ai fini della determinazione della soglia di anomalia, il “calcolo di medie”, sia nei casi in cui si è in presenza di criteri rimessi alla valutazione discrezionale della commissione di gara. Tra tali ultime ipotesi rientra il caso della “offerta economicamente più vantaggiosa”, ogni volta in cui la formazione della graduatoria è condizionata dal meccanismo di “normalizzazione” del punteggio conseguito da ciascun concorrente, attraverso il confronto parametrico con quello dell’offerta migliore, che è alterato dalla modifica della platea dei concorrenti da confrontare attraverso la rideterminazione di valori medi. ....
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