TAR LOMBARDIA - SENTENZA 29.04.2021 N. 1069

Il testo dell’art. 80, comma 5 lett. c), del d.lgs. n. 50 del 2016, per come formulato, contempla e ricomprende un'ampia notizione di “grave illecito professionale” riconoscendo alla stazione appaltante un vasto spazio di valutazione discrezionale di ogni condotta, collegata all’esercizio dell’attività professionale, contraria ad un dovere posto da una norma giuridica sia essa di natura civile, penale o amministrativa. Del resto la norma in parola non reca una tassativa elencazione di ipotesi di grave errore professionale, sicché la stazione appaltante può addivenire all’esclusione dell’operatore economico, al di fuori di ogni tipizzazione normativa, ogni qual volta evidenzi, in esercizio della discrezionalità di cui dispone nella materia in esame, la riferibilità all’operatore di situazioni contrarie ad un obbligo giuridico di carattere civile, penale ed amministrativo, ritenute tali da rendere dubbia l’integrità o l’affidabilità del concorrente ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.03.2021 N. 2616

Incombe sulla parte che eccepisce la tardività dell'impugnazione l'onere di fornire la prova rigorosa che il ricorrente abbia avuto piena conoscenza dei provvedimenti impugnati in un momento anteriore al sessantesimo giorno antecedente la notifica del ricorso, dovendosi escludere che possa evincersi tale piena conoscenza per via della conoscenza degli atti acquisita da persona diversa dal ricorrente che aveva presentato istanza di accesso agli atti spendendo anche il nome del ricorrente ma senza documentarne in alcun modo una espresa delega in tal senso ...
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CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA - Sentenza 18.03.2021 N. 5

La consorziata di un consorzio stabile - i cui requisiti siano stati ripetuti dal consorzio in sede di gara - non designata ai fini dell’esecuzione dei lavori è equiparabile, ai fini dell’applicazione dell’art. 63 della direttiva 24/2014/UE e dell’art. 89, comma 3, d.lgs. n. 50 del 2016, all’impresa ausiliaria nell’avvalimento, sicché la perdita da parte della stessa del requisito impone alla stazione appaltante di ordinarne la sostituzione non potendosi disporre alcuna esclusione dalla selezione pubblica ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 19.02.2021 N. 1483

In conformità a quanto affermato dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, deve ritenersi che il termine per l’impugnazione dell’aggiudicazione decorre dalla pubblicazione generalizzata degli atti di gara, tra cui devono comprendersi anche i verbali di gara, ivi comprese le operazioni tutte le valutazioni operate dalle commissioni di gara delle offerte presentate, in coerenza con la previsione contenuta nell’art. 29 del d.lgs. n. 50 del 2016; le informazioni previste d’ufficio o a richiesta, dall’art. 76 del d.lgs. n. 50 del 2016, nella parte in cui consentono di avere ulteriori elementi per apprezzare i vizi già individuati ovvero per accertarne altri, consentono la proposizione non solo dei motivi aggiunti, ma anche di un ricorso principale...
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TAR LAZIO - SENTENZA 26.01.2021 N. 1023

In ambito di una gara d'appalto, la mancata presentazione della cauzione provvisoria ovvero la presentazione di una cauzione provvisoria invalida costituisce causa di esclusione dalla procedura di aggiudicazione, non sanabile mediante procedura di soccorso istruttorio di cui all’art. 83, comma 9, del d.lgs. n. 50 del 2016. Il soccorso istruttorio, infatti, ha la finalità limitata al colmare le “carenze di qualsiasi elemento formale della domanda”, con esclusione di quelle “afferenti all’offerta” tra cui rientra la garanzia provvisoria, che non costituisce un elemento formale, ma, in quanto posta a “corredo” dell’offerta (cfr. art. 93, comma 1), deve ritenersi “afferente” alla stessa ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.01.2021 N. 150

La prova della data di ultimazione delle opere per le quali si è chiesto il condono edilizio deve essere rigorosa, non risultando sufficienti dichiarazioni sostitutive di atto notorio, ma richiedendosi invece una documentazione certa ed univoca, sull’evidente presupposto che nessuno meglio di chi richiede la sanatoria e ha realizzato l’opera può fornire elementi oggettivi sulla data di realizzazione dell’abuso. ..
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TAR LAZIO - SENTENZA 22.12.2020 N. 13878

L’annotazione nel Casellario informatico da parte dell’ANAC deve seguire le consuete regole di proporzionalità e ragionevolezza dell’azione amministrativa pertanto le notizie da annotare non possono risultare inconferenti rispetto alle finalità di tenuta del Casellario pena la loro illegittimità, come nel caso di iscrizione di una sentenza di condanna risalente di molti anni e del tutto scollegata con l'attività professionale dell'operatore, senza nemmeno alcuna motivazione in merito alla scelta di dare pubblicità a tale fatto ..
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 09.12.2020 N. 1093

Il termine per chiedere la discussione da remoto dell'udienza nel processo amministrativo, essendo assimilato a quelli fissati dall’art. 73, comma 1, c.p.a. per il deposito di memorie difensive e documenti, ha carattere perentorio, in quanto espressione di un precetto di ordine pubblico processuale posto a presidio del contraddittorio e dell’ordinato lavoro del giudice, oltre che delle esigenze di corrente funzionalità degli Organi e degli Uffici della Giustizia Amministrativa specificamente prese in considerazione nel quarto periodo del comma 1 dell’art. 4 D.L. n. 28/2020 ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 16.11.2020 N. 7068

Va annullata l'esclusione da un concorso pubblico di un candidato per aver indossato durante una prova scritta uno "smartwatch" in contrasto dunque con le istruzioni date dal Comitato di sorveglianza che prevedevano il divieto di uso di cellulari, palmari, smartphone, smartwatch o similari, essendo risultata da apposita perizia che l'orologio indossato dal concorrente il giorno della prova selettiva non era idoneo a memorizzare e/o trasmettere dati, in quanto non dotato di autonoma connettività e comunque non associato ad alcun dispositivo cellulare che peraltro deve trovarsi a non più di 10 metri di distanza ed avere la connessione attiva...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.10.2020 N. 6615

In ambito di cause di esclusione dalle procedure di appalti pubblici, va interpretato come mero elenco esemplicativo e non esaustivo quello riportato nell'art. 80, comma 5, lett. c) d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 per i gravi illeciti professionali, con la conseguenza che ogni stazione appaltante può ricavare il compimento di “gravi illeciti” da ogni altra vicenda pregressa dell’attività professionale dell’operatore economico di cui sia accertata la contrarietà ad un dovere posto in una norma civile, penale o amministrativa, essendo onere degli operatori economici portare a conoscenza della P.A. tutte le informazioni relative alle proprie vicende professionali, anche non costituenti cause tipizzate di esclusione, così da consentire alla P.A. stessa un’adeguata e ponderata valutazione sulla sua affidabilità e integrità, a prescindere dalla fondatezza, gravità e pertinenza di detti episodi...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 12.04.2021 N. 2346

Va respinta la domanda di condanna della P.A. all'indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo previsto dall'art. art. 2 bis, della L. n. 241 del 1990, qualora non risulti previamente esperito, nel termine perentorio di 20 giorni dalla scadenza del termine entro il quale il procedimento amministrativo avrebbe dovuto essere concluso dall’Amministrazione, il ricorso all’Autorità titolare del potere sostitutivo ex art. 2, comma 9-bis, L. n. 241 del 1990, richiedendo l’emanazione del provvedimento non adottato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.03.2021 N. 2437

Negli appalti pubblici, il procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta è volto ad accertare l’attendibilità e la serietà dell’offerta e l’effettiva possibilità dell’impresa di bene eseguire l’appalto alle condizioni proposte; la valutazione ha natura necessariamente globale e sintetica, non potendo risolversi in una parcellizzazione delle singole voci di costo ed in una “caccia all’errore” nella loro indicazione nel corpo dell’offerta, costituendo esercizio di apprezzamento tecnico, non sindacabile in giustizia se non per illogicità, manifesta irragionevolezza, arbitrarietà ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.03.2021 N. 1841

La distanza minima fissata dall’art. 9 D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 di dieci metri dalle pareti finestrate è volta alla salvaguardia delle imprescindibili esigenze igienico sanitarie, al fine di evitare malsane intercapedini tra edifici tali da compromettere i profili di salubrità degli stessi, quanto ad areazione luminosità ed altro; trattasi di una norma che in ragione delle prevalenti esigenze di interesse pubblico ad essa sottese ha carattere cogente e tassativo, prevalendo sulle disposizioni regolamentari degli enti locali che dispongano in maniera riduttiva ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 09.02.2021 N. 1203

La natura di opera precaria non si evince dalla tipologia dei materiali utilizzati per la sua edificazione e, più in generale, dalle caratteristiche costruttive e di ancoraggio al suolo della stessa, quanto piuttosto da un elemento di tipo funzionale, dovendosi verificare se la stessa sia o meno destinata al soddisfacimento di esigenze durevoli, stabili e permanenti nel tempo; in sostanza, occorre avere riguardo all’uso cui il manufatto è destinato, nel senso che, se le opere sono dirette al soddisfacimento di esigenze stabili e permanenti, deve escludersi la natura precaria, a prescindere dai materiali utilizzati e dalla tecnica costruttiva applicata ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 08.01.2021 N. 311

ffinché possa considerarsi esistente una servitù pubblica di passaggio su di una strada realizzata in area privata, occorre che essa: a) sia utilizzata da una collettività indeterminata di persone, e non soltanto da quei soggetti che si trovano in una posizione qualificata rispetto al bene gravato; b) sia concretamente idonea a soddisfare, attraverso il collegamento anche indiretto alla pubblica via, esigenze di interesse generale; c) sia oggetto di interventi di manutenzione da parte della Pubblica amministrazione. ..
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Consiglio Giustizia Amministrativa - Ordinanza 29.12.2020 N. 1211

Vanno rimesse all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato le seguenti questioni interpretative: a) se, nell’ipotesi di partecipazione ad una gara d’appalto di un consorzio stabile, che ripeta la propria qualificazione, necessaria ai sensi del bando, da una consorziata non designata ai fini dell’esecuzione dei lavori, quest’ultima vada considerata come soggetto terzo rispetto al consorzio, equiparabile all’impresa ausiliaria nell’avvalimento, sicché la perdita da parte della stessa del requisito durante la gara imponga alla stazione appaltante di ordinarne la sostituzione, in applicazione dell’art. 89, comma 3, d.lgs. n. 50 del 2016 e/o dell’art. 63, direttiva 24/2014/UE, derogandosi, pertanto, al principio dell’obbligo del possesso continuativo dei requisiti nel corso della gara e fino all’affidamento dei lavori; b) in caso di risposta negativa al quesito sub a), se comunque, qualora la consorziata – non designata ai fini dell’esecuzione dei lavori – derivi la qualificazione da un rapporto di avvalimento con altra impresa, trovino applicazione le disposizioni normative sopra citate e la conseguente deroga al richiamato principio dell’obbligo del possesso continuativo dei requisiti ..
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TAR VENETO - SENTENZA 14.12.2020 N. 1255

In ambito dell'esercizio dei poteri di vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia relativa ad una SCIA, a seguito di annullamento giurisdizionale del precedente diniego, il Comune deve tenere conto, nel bilanciamento degli interessi contrapposti, tra quello pubblico (che deve essere concreto e non tendente al mero ripristino della legalità) e quello privato formatosi sull'affidamento della legittimità del titolo annullato, delle circostanze del caso concreto tra cui anche l'avanzamento dei lavori ed i comportamenti omissivi tenuti dai terzi controinteressati che potrebbero aver alimentato la legittima aspettativa del segnalante ..
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TAR LIGURIA - SENTENZA 25.11.2020 N. 841

La previsione dell'art. 32 comma 2 lett.b) D.P.R. n. 207/2010 che indica la percentuale di spese generali tra il 13 ed il 17 per cento, pur essendo norma derogabile, richiede, qualora lo scostamento sia particolarmente significativo, adeguata indagine e giustificazione in sede di anomalia. Ne consegue l'illegittimità dell'aggiudicazione disposta in favore di un'offerta che evidenzia - senza alcuna motivazione - spese generali per un ammontare pari al 2,80%....
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TAR LAZIO - SENTENZA 03.11.2020 N. 11304

E' compatibile con il diritto comunitario l’attuale limite previsto per il subappalto pari al 40% delle opere, previsto dall’art. 1, comma 18, della legge n. 55/2019, secondo cui: “Nelle more di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, fino al 31 dicembre 2020, in deroga all’articolo 105, comma 2, del medesimo codice, fatto salvo quanto previsto dal comma 5 del medesimo articolo 105, il subappalto è indicato dalle stazioni appaltanti nel bando di gara e non può superare la quota del 40 per cento dell’importo complessivo del contratto di lavori”...
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TAR VENETO - SENTENZA 16.10.2020 N. 952

In materia di appalti pubblici, lo spartiacque tra la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. e), n. 1, cod. proc. amm. e la giurisdizione del giudice ordinario va individuato nella firma del contratto, non valendo a tale scopo la mera consegna d'urgenza dei lavori, che comporta solo un’anticipazione dell’esecuzione della prestazione, ma il rapporto resta condizionato agli sviluppi del procedimento e all’esercizio del potere da parte dell’Amministrazione, del resto la normativa prevede all'art. 32 comma 8 del Codice dei Contratti che la mancata stipula prevede a favore dell’aggiudicatario esclusivamente il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione dei lavori ordinati dal direttore dei lavori, ivi comprese quelle per opere provvisionali ...
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