CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 06.04.2020 N. 2257

In materia di gare d'appalto, il principio di invarianza della media ex art. 95, comma 15, del D.Lgs. n. 50/2016 si applica sia quando si è in presenza di criteri di aggiudicazione automatici, come quello del “minor prezzo”, per i quali sia previsto, anche ai fini della determinazione della soglia di anomalia, il “calcolo di medie”, sia nei casi in cui si è in presenza di criteri rimessi alla valutazione discrezionale della commissione di gara. Tra tali ultime ipotesi rientra il caso della “offerta economicamente più vantaggiosa”, ogni volta in cui la formazione della graduatoria è condizionata dal meccanismo di “normalizzazione” del punteggio conseguito da ciascun concorrente, attraverso il confronto parametrico con quello dell’offerta migliore, che è alterato dalla modifica della platea dei concorrenti da confrontare attraverso la rideterminazione di valori medi. ....
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TAR CAMPANIA - DECRETO 18.03.2020 N. 416

Va respinta la richiesta di misura cautelare inaudeta altera parte avverso i provvedimenti della Regione Campania che hanno disposto, in ordine alle misure di contenimento del contagio epidemiologico da coronavirus, il divieto sul terrotorio regionale di svolgimento di attività sportiva all'aperto. Tali provvedimenti, che inaspriscono i divieti nazionali, non sembrano contrastare con l'ordinamento che non impedisce l'emissione di ulteriori misure per situazioni regionalmente localizzate, nè può ritenersi carente l'elemento istruttorio e motivazionale stante il richiamo ai dati di diffussione del contagio forniti dall'Unità di crisi istituita con Decreto del Presidente della Giunta Regionale Campania n. 45 del 06.03.2020 secondo i quali i numeri dei contagiati sono in contiuna crescita ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 24.02.2020 N. 1381

In conformità al principio affermato dalla Corte di Giustizia U.E. (ord. n. 425 del 04.06.2019) deve ritenersi che l’art. 45, par. 2, primo comma, lettera d), della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, vada interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale - nello specifico, l'art. 80 comma 5 lett. c) D.Lgs. n. 50/2016 - che la stessa venga interpretata nel senso di escludere dall’ambito di applicazione dell’”errore grave” commesso da un operatore economico “nell’esercizio della propria attività professionale” i comportamenti che integrano una violazione delle norme in materia di concorrenza, accertati e sanzionati dall’autorità nazionale garante della concorrenza con un provvedimento confermato da un organo giurisdizionale, e che preclude alle Amministrazioni aggiudicatrici di valutare autonomamente una siffatta violazione per escludere eventualmente tale operatore economico da una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico....
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TAR LAZIO - SENTENZA 05.02.2020 N. 1553

La garanzia provvisoria prestata in sede di gara dal concorrente copre la mancata sottoscrizione del contratto dopo l'aggiudicazione dovuta ad un fatto ricndcibile all'affidatario, come disposto dall'art. 93, comma 6, D.Lgs. n. 50/2016. Ciò significa che in caso di revoca della mera proposta di aggiudicazione - che è un atto diverso e meramente endoprocedimentale - o in caso di esclusione in fase comunque antecedente all'aggiudicazione, tale garanzia non può essere escussa dalla Stazione Appaltante...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 16.01.2020 N. 389

In ambito di appalti pubblici, a prescindere da quanto indicato nel bando di gara, il limite del 30 per cento «dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture», per l’istituto del subappalto – previsto dall’art. 105, comma 2, del codice dei contratti pubblici – deve ritenersi ormai superato per effetto delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea del 26 settembre 2019 (C-63/18) e 27 novembre 2019 (C-402/18)....
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CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA 16.12.2019 N. 8501

Va rimessa all'esame dell'Adunanza Plenaria, tra le altre, la questione se sia configurabile o meno, in capo all’operatore economico, utilmente collocato nella graduatoria dei concorrenti, determinata all’esito della procedura di evidenza pubblica per la scelta del contraente, la titolarità di un interesse giuridicamente protetto, ai sensi dell’art. 22 della legge n. 241/1990, ad avere accesso agli atti della fase esecutiva delle prestazioni, in vista della eventuale sollecitazione del potere dell’amministrazione di provocare la risoluzione per inadempimento dell’appaltatore e il conseguente interpello per il nuovo affidamento del contratto, secondo le regole dello scorrimento della graduatoria ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 05.11.2019 N. 12667

La motivazione del provvedimento amministrativo non può essere validamente integrata in giudizio, costituendo la stessa, come affermato dalla Corte costituzionale (Ordinanza n. 58 del 17.03.2017), il presupposto, il fondamento, il baricentro e l’essenza stessa del legittimo esercizio del potere amministrativo (art. 3 l. n. 241 del 1990) e, per questo, un presidio di legalità sostanziale insostituibile, nemmeno mediante il ragionamento ipotetico che fa salvo, ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, l. n. 241 del 1990, l'atto amministrativo dal contenuto obbligatorio. De principio vale, a maggior ragione, per il caso in cui l’integrazione giudiziale sia fondata su scritti difensivi, in quanto non promananti dall’organo della competente amministrazione, e riguardi un’attività connotata da ampia discrezionalità (nella fattispecie, quella inerente la valutazione della ragioni che possono supportate la mancata suddivisione in lotti di un pubblico appalto ai sensi dell'art. 51 D.Lgs.n. 50/2016)... 
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.10.2019 N. 7170

In ambito di notifiche alla P.A. in forma telematica, la relativa PEC deve essere indirizzata presso gli indirizzi inseriti nell’elenco tenuto dal Ministero della Giustizia escludendo in radice qualsiasi forma di equipollenza, con la conseguenza che nemmeno l’indirizzo Pec risultante dal registro IPA e gli indirizzi internet indicati nei siti dell’amministrazione possono ritenersi validi ai fini della notifica degli atti giudiziari alle P.A.; tuttavia l’oscillazione giurisprudenziale riscontrata sul punto giustifica il riconoscimento dell’errore scusabile ... 
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 01.10.2019 N. 6566

In tema di contratti di pacchetto turistico, la disciplina dettata dalla direttiva 314/90/CEE del 13.06.1990 e dall'art. 42 del codice del turismo (D.Lgs. 23.05.2011 n. 79) impone che sia garantita al contraente/turista - in caso di annullamento del viaggio per causa a lui non imputabile - la restituzione dell’intero prezzo pagato senza distinzioni tra quota versata per il pacchetto turistico e quota da imputare all’attività di gestione della pratica, posto che con la stipula del “contratto di pacchetto turistico” sorge tra turista e organizzatore un unitario rapporto nell’ambito del quale l’attività prodromica di “gestione della pratica” costituisce una delle prestazioni dovute dall’organizzatore per rendere possibile la realizzazione della causa contrattuale che si sostanzia nel godimento della vacanza per come essa viene dal medesimo proposta e dall’utente accettata... 
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 16.09.2019 N. 1982

Con riferimento ai motivi di esclusione da una gara d'appalto, ai sensi dell'art. 80 comma 5 lett. m) del D.Lgs. n. 50/2016, l'accertamento della sussistenza di un unico centro decisionale costituisce motivo sufficiente a disporre l'esclusione delle imprese coinvolte, non essendo necessaria una ulteriore verifica circa la concreta influenza sulle relative offerte di gara, mentre il semplice collegamento tra concorrenti non può condurre all'automatica esclusione dalla procedura selettiva se non a seguito, in questo caso, di puntuali verifiche compiute con riferimento al caso concreto da parte della Stazione Appaltante in oridne all'accertamento dell'effettivo condizionamento ed aletrazione tra le offerte... 
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 26.03.2020 N. 1261

In materia di appalti pubblici deve ritenersi che l'annullamento dell'aggiudicazione possa comportare effetti caducatori sul contratto, come risulta dalla lettua dell'art. 108 comma 1 lett. c) del D.Lgs. n. 50/2016 a ment del quale la stazione appaltante può risolvere il contratto se “l’aggiudicatario si è trovato, al momento dell’aggiudicazione dell’appalto in una delle situazioni di cui all’articolo 80, comma 1, sia per quanto riguarda i settori ordinari sia per quanto riguarda le concessioni e avrebbe dovuto pertanto essere escluso dalla procedura di appalto o di aggiudicazione della concessione, ovvero ancora per quanto riguarda i settori speciali avrebbe dovuto essere escluso a norma dell’articolo 136, comma 1”. ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.03.2020 N. 1603

Per quanto concerne i requisiti di partecipazione alle gare pubbliche d'appalto, nel concetto di “grave illecito professionale” previsto dall'art. 80, comma 5, lett. c) del D.Lgs. n. 50/2016 va inclusa qualunque condotta, collegata all’esercizio dell’attività professionale, che si riveli contraria ad un dovere posto da una norma giuridica sia essa di natura civile, penale o amministrativa, e che risulti in grado di mettere in dubbio l’integrità e l’affidabilità dell’operatore economico; tra queste si inquadrano anche le condanne per reati in sé non ostativi ai sensi dell’art. 80, comma 1, d.lgs. 50/2016....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 12.02.2020 N. 1117

Il principio di invarianza della soglia di anomalia, vigente in ambito di gare pubbliche e prescritto all'art. 95, comma 15, D.Lgs. n. 50/2016, deve essere letto in ossequio di altri principi quali quello di buon andamento ed imparzialità dell’attività amministrativa, anch’essi di rango costituzionale (art. 97 Cost.). Il contemperamento di tutti i suddetti principi fa si che la rettifica della soglia di anomalia derivante dall’illegittima ammissione di imprese prive dei requisiti di partecipazione alla gara deve essere consentita alla stessa stazione appaltante avvedutasi di ciò, tenendo conto del riferimento testuale operato dal medesimo art. 95, comma 15, alla «fase di regolarizzazione delle offerte». Tale precisazione va riferita alle situazioni in cui sia stato attivato il soccorso istruttorio, quando pertanto non possa dirsi ancora conclusa la fase di ammissione delle offerte e gli effetti di invarianza e blocco da essa derivanti...
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TAR LAZIO - SENTENZA 28.01.2020 N. 1139

In ambito di gare d'appalto, l'omessa dichiarazione da parte del concorrente di una pregressa vicenda professionale suscettibile di integrare grave illecito professionale comporta l'esclusione automatica dalla gara senza possibilità di fare richiamo al meccanismo del soccorso istruttorio di cui all’art. 83, comma 11, D.Lgs. n. 50/2016. Difatti la condotta omissiva, in quanto tale, rileva ai fini della valutazione di inaffidabilità dell’operatore, tenuto anche conto, con riguardo al dovere di fedele redazione e presentazione del DGUE (Documento di gara unico europeo) di cui all’art. 85 D.Lgs. n. 50/2016 è l’amministrazione e non l’interessato a vagliare la sua meritevolezza e affidabilità in base ai precedenti penali...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 03.01.2020 N. 12

In tema di gare d'appalto, in virtù dell'art. 89 del nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. n. 50/2016), l’oggetto dell’avvalimento consiste nella messa a disposizione, da parte dell’impresa ausiliaria, non di requisiti di qualificazione intesi come valore astratto, bensì delle risorse e dei mezzi che li sostanziano e di cui l’ausiliata è carente per l’esecuzione del contratto. Corollario di siffatto principio è quello per il quale l'avvalimento funge solamente ai fini della qualificazione dell’offerta e non anche ai fini del punteggio, come pare chiaro dal tenore del comma 1 del suddetto articolo, a mente del quale “l’operatore economico, singolo o in raggruppamento di cui all’articolo 45, per un determinato appalto, può soddisfare la richiesta relativa al possesso dei requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico e professionale di cui all’articolo 83, comma 1, lettere b) e c), necessari per partecipare ad una procedura di gara”....
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TAR VENETO - SENTENZA 25.11.2019 N. 1277

In ambito di gare pubbliche d'appalto, deve rilevarsi l'illegittimità della disciplina della lex specialis di una gara di appalto basata sul criterio di aggiudicazione del minor prezzo ex art. 95, comma 4, lett. b), D.Lgs. n. 50/2016, nel caso in cui la previsione normativa sia meramente richiamata senza alcuna motivazione - invece normativamente imposta - che giustifichi la scelta di siffatto criterio rispetto a quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 28.10.2019 N. 12373

in caso di appalto di fornitura e gestione di un servizio intellettuale (quale, nella fattispecie, un software) non è configurabile una voce di costo riconducibile alla sicurezza aziendale, venendo meno dunque l'obbligo del concorrente di farne specifica indicazione nell'offerta economica. L'art. 95, comma 10, del D.Lgs. n. 50/2016 infatti stabilisce che: “nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera a)”; l’onere di specifica indicazione dei costi “aziendali” della sicurezza, previsto da tale disposizione, non si applica, pertanto, alle ipotesi in cui l’appalto abbia ad oggetto servizi di natura intellettuale... 
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 10.10.2019 N. 6904

In ambito di appalti pubblici, si deve rilevare come l’art. 32 del D.Lgs. n. 50/2016 abbia cancellato la tradizionale categoria della ‘aggiudicazione provvisoria’, distinguendo, per ragioni di celerità e certezza delle posizioni giuridiche ed impenditoriali, tra due ben diverse categorie: 1) la ‘proposta di aggiudicazione’, adottata dal seggio di gara, ai sensi dell’art. 32, co.5, e che ai sensi dell’art. 120, co. 2-bis ultimo periodo del codice del processo amministrativo non costituisce provvedimento impugnabile; 2) la ‘aggiudicazione’ vera e propria che costituisce il provvedimento conclusivo di aggiudicazione ... 
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CORTE DI GIUSTIZIA - SENTENZA 18.09.2019 (C 526/17)

La Repubblica italiana, avendo prorogato dal 31 ottobre 2028 al 31 dicembre 2046 la concessione della tratta Livorno‑Cecina dell’autostrada A12 Livorno‑Civitavecchia (Italia) senza pubblicare alcun bando di gara, è venuta meno ai principi di concorrenza, parità di trattamento e trasparenza, e più specificamente agli obblighi ad essa incombenti in forza degli articoli 2 e 58 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004 ... 
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.09.2019 N. 6097

La semplice conoscenza dei nominativi dei soggetti che hanno chiesto di effettuare il sopralluogo non integra violazione del principio di segretezza previsto dall’art. 53, comma 3, del d.lgs. n. 50 del 2016, nelle procedure aperte, in relazione all’«elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle medesime» (art. 53, comma 2, lett. a), poiché la richiesta di sopralluogo non costituisce elemento infallibilmente sintomatico, anche per altri soggetti eventualmente interessati a partecipare, di certa futura partecipazione alla gara né, ancor meno, immediata manifestazione di volontà partecipativa o forma equipollente di offerta ... 
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