TAR MARCHE - SENTENZA 24.09.2021 N. 682

Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario una controversia avente ad oggetto l’impugnazione in s.g. del provvedimento con il quale un Comune ha opposto un diniego in ordine ad una istanza di un privato, tendente ad ottenere la retrocessione di un bene oggetto di un procedimento di espropriazione per pubblica utilità, nel caso in cui si tratti di retrocessione totale, per mancata realizzazione in toto dell’intervento pubblico per il quale il terreno, di cui si chiede la restituzione da parte dell’interessato, era stato espropriato..
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 16.08.2021 N. 5503

E’ illegittimo il provvedimento con il quale la Soprintendenza, a distanza di 8 mesi dal ricevimento della pratica da parte del Comune in relazione ad opere abusive da condonare, eseguite su un immobile sottoposto a vincolo paesaggistico, ha chiesto integrazioni documentali. Va infatti rilevato che dal silenzio nel termine di 45 giorni contemplato all’art. 146 d.lgs. 42/04, scaturiscono precisi effetti disciplinati dalla suddetta norma atteggiandosi quale fatto giuridico costitutivo –recte, devolutivo o traslativo- della potestas per il Comune di procedere alla definizione del procedimento, esprimendo la voluntas provvedimentale sulla “domanda di autorizzazione”, siccome testualmente contemplato all’art. 146, commi 5 e 9, d.lgs. 42/04....
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TAR PIEMONTE - SENTENZA 19.07.2021 N. 746

Non sussiste in sede di gara alcun obbligo dichiarativo di procedimenti penali pendenti atteso che in fase di partecipazione alla gara, l’onere informativo a carico degli operatori economici, per gli atti di rilevanza penale, non include in via generica i carichi pendenti ma solo per alcune fattispecie di reato le sentenze di condanna definitiva, in linea con le previsioni di cui all’art. 80, commi 1 e 3, d. lgs 50/2016 sulle cause di esclusione dalla gara. Ne consegue che la mancata dichiarazione di un decreto penale di condanna ritualmente opposto dalla parte interessata ex art. 464 comma 3 c.p.p. (con conseguente automatica revoca del medesimo) non può condurre all'esclusione del concorrente ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.06.2021 N. 4802

E’ illegittima, per difetto di istruttoria e di motivazione, l'ordinanza contingibile ed urgente emessa dal Sindaco di Taranto ai sensi artt. 50 e 54, d. lgs. n. 267 del 2000 ed avente ad oggetto la sospensione dell’attività delle acciaierie ex ILVA spa, motivata con riferimento all’elevato e comprovato rischio sanitario derivante dalle emissioni in atmosfera dovute ad anomalie impiantistiche, e con il richiamo al principio di precauzione, nel caso in caso in cui dall’istruttoria processuale sia emerso un quadro tutt’altro che univoco sui fatti dai quali è scaturita l’ordinanza contingibile e urgente e, anzi, quanto emerso sia più incline ad escludere il rischio concreto di un’eventuale ripetizione degli eventi idonei a mettere a repentaglio la salute pubblica e la sussistenza di un possibile pericolo per la comunità cittadina ...
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CONSIGLIO DI STATO - ADUNANZA PLENARIA 27.05.2021 N. 10

L’art. 48, commi 17, 18 e 19-ter, del d. lgs. n. 50 del 2016, nella formulazione attuale, consente la sostituzione meramente interna del mandatario o del mandante di un raggruppamento temporaneo di imprese con un altro soggetto del raggruppamento stesso in possesso dei requisiti, nella fase di gara, e solo nelle ipotesi di fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria, concordato preventivo o di liquidazione o, qualora si tratti di imprenditore individuale, di morte, interdizione, inabilitazione o anche liquidazione giudiziale o, più in generale, per esigenze riorganizzative dello stesso raggruppamento temporaneo di imprese, a meno che – per questa ultima ipotesi e in coerenza con quanto prevede, parallelamente, il comma 19 per il recesso di una o più imprese raggruppate – queste esigenze non siano finalizzate ad eludere la mancanza di un requisito di partecipazione alla gara..
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 29.04.2021 N. 1069

Il testo dell’art. 80, comma 5 lett. c), del d.lgs. n. 50 del 2016, per come formulato, contempla e ricomprende un'ampia nozione di “grave illecito professionale” riconoscendo alla stazione appaltante un vasto spazio di valutazione discrezionale di ogni condotta, collegata all’esercizio dell’attività professionale, contraria ad un dovere posto da una norma giuridica sia essa di natura civile, penale o amministrativa. Del resto la norma in parola non reca una tassativa elencazione di ipotesi di grave errore professionale, sicché la stazione appaltante può addivenire all’esclusione dell’operatore economico, al di fuori di ogni tipizzazione normativa, ogni qual volta evidenzi, in esercizio della discrezionalità di cui dispone nella materia in esame, la riferibilità all’operatore di situazioni contrarie ad un obbligo giuridico di carattere civile, penale ed amministrativo, ritenute tali da rendere dubbia l’integrità o l’affidabilità del concorrente ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.03.2021 N. 2616

Incombe sulla parte che eccepisce la tardività dell'impugnazione l'onere di fornire la prova rigorosa che il ricorrente abbia avuto piena conoscenza dei provvedimenti impugnati in un momento anteriore al sessantesimo giorno antecedente la notifica del ricorso, dovendosi escludere che possa evincersi tale piena conoscenza per via della conoscenza degli atti acquisita da persona diversa dal ricorrente che aveva presentato istanza di accesso agli atti spendendo anche il nome del ricorrente ma senza documentarne in alcun modo una espresa delega in tal senso ...
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CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA - Sentenza 18.03.2021 N. 5

La consorziata di un consorzio stabile - i cui requisiti siano stati ripetuti dal consorzio in sede di gara - non designata ai fini dell’esecuzione dei lavori è equiparabile, ai fini dell’applicazione dell’art. 63 della direttiva 24/2014/UE e dell’art. 89, comma 3, d.lgs. n. 50 del 2016, all’impresa ausiliaria nell’avvalimento, sicché la perdita da parte della stessa del requisito impone alla stazione appaltante di ordinarne la sostituzione non potendosi disporre alcuna esclusione dalla selezione pubblica ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 19.02.2021 N. 1483

In conformità a quanto affermato dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, deve ritenersi che il termine per l’impugnazione dell’aggiudicazione decorre dalla pubblicazione generalizzata degli atti di gara, tra cui devono comprendersi anche i verbali di gara, ivi comprese le operazioni tutte le valutazioni operate dalle commissioni di gara delle offerte presentate, in coerenza con la previsione contenuta nell’art. 29 del d.lgs. n. 50 del 2016; le informazioni previste d’ufficio o a richiesta, dall’art. 76 del d.lgs. n. 50 del 2016, nella parte in cui consentono di avere ulteriori elementi per apprezzare i vizi già individuati ovvero per accertarne altri, consentono la proposizione non solo dei motivi aggiunti, ma anche di un ricorso principale...
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TAR LAZIO - SENTENZA 26.01.2021 N. 1023

In ambito di una gara d'appalto, la mancata presentazione della cauzione provvisoria ovvero la presentazione di una cauzione provvisoria invalida costituisce causa di esclusione dalla procedura di aggiudicazione, non sanabile mediante procedura di soccorso istruttorio di cui all’art. 83, comma 9, del d.lgs. n. 50 del 2016. Il soccorso istruttorio, infatti, ha la finalità limitata al colmare le “carenze di qualsiasi elemento formale della domanda”, con esclusione di quelle “afferenti all’offerta” tra cui rientra la garanzia provvisoria, che non costituisce un elemento formale, ma, in quanto posta a “corredo” dell’offerta (cfr. art. 93, comma 1), deve ritenersi “afferente” alla stessa ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 07.09.2021 N. 6233

Alla luce di quanto disciplinato dall'art. 80 commi 5, 10 e 10bis D.Lgs. n. 50/2016 come integrati dalle disposizioni dell'art. 57, paragrafo, 7, della Direttiva Comunitaria n. 2014/24/UE, ai fini dell’esclusione dalla gara, deve ritenersi irrilevante il fatto costitutivo di una delle cause di esclusione di cui all’art. 80 comma 5, che sia stato commesso oltre tre anni prima della indizione della procedura di gara. In termini generali, deve essere affermato il principio per cui il periodo di esclusione per i motivi di cui al paragrafo 4 del citato art. 57, (all’interno del quale rientrano sia la causa di esclusione dei gravi illeciti professionali [lett. c)], sia quella delle «false dichiarazioni […] richieste per verificare l’assenza di motivi di esclusione» [lett. h)]) non può essere superiore a «tre anni dalla data del fatto in questione»....
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TAR LAZIO - SENTENZA 02.08.2021 N. 9121

E’ illegittima, per violazione dell’art. 80, comma 5, lett. “c”, d.lgs. 50/2016, la esclusione di una ditta da una gara di appalto di servizi (nella specie, si trattava di una procedura aperta ex art. 60, d. l.vo 50/16 per l’affidamento dei servizi di pulizia, sanificazione ambientale e prestazioni accessorie presso gli stabili di Roma Centro della Banca d’Italia), che sia motivata con esclusivo riferimento al fatto che è stata accertata la esistenza di una condanna non definitiva – non dichiarata in sede di gara – di uno degli amministratori con poteri congiunti della società-socio unico della ditta interessata al momento della presentazione dell’offerta; non è infatti dovuta, ai sensi dell’art. 80, comma 3, d. lgs. n. 50 del 2016, la dichiarazione sulla mancanza di cause d’esclusione da parte del socio unico persona giuridica, prevedendo la disposizione che siffatta dichiarazione sia resa dal solo socio unico persona fisica ...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 06.07.2021 N. 1655

In ambito di contratti pubblici, aventi ad oggetto appalti di lavori, deve escludersi che la mera consegna anticipata dei lavori intervenuta a seguito dell'esperimento della gara e della relativa aggiudicazione a favore del concorrente vincitore, possa costituire fonte del vincolo contrattuale tra ditta aggiudicataria e stazione appaltante. Difatti l’art. 32 comma 14 del D.Lgs. n. 50/2016 impone che il contratto sia stipulato con atto pubblico notarile o mediante scrittura privata «a pena di nullità» e la sanzione della nullità esclude che possano esistere forme equipollenti di stipulazione, neppure quella di cui all'art. 1327 del codice civile...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 15.06.2021 N. 4641

In ambito di gare pubbliche d'appalto la violazione degli obblighi informativi che incombono sul concorrente può comportarne l'esclusione ma non in via automatica e ciò anche se riguardi omissioni dichiarative del concorrente in relazione a reati c.d. “non ostativi”. Si deve infatti evidenziare che la falsità di informazioni rese dall’operatore economico partecipante a procedure di affidamento di contratti pubblici e finalizzata all’adozione dei provvedimenti di competenza della stazione appaltante concernenti l’ammissione alla gara, la selezione delle offerte e l’aggiudicazione, è riconducibile all’ipotesi prevista dalla lett. c) [ora c-bis)] dell’art. 80, comma 5, del codice dei contratti di cui al d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50; in conseguenza di ciò, la stazione appaltante è tenuta a svolgere la valutazione di integrità e affidabilità del concorrente, ai sensi della medesima disposizione, senza alcun automatismo espulsivo ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 12.05.2021 N. 5634

In ambito edilizio, va ritenuta opera libera che non necessita di alcun titolo abilitante un pergolato costituito da travi in legno avvitate a parete e da pilastri in legno appoggiati sul pavimento e copertura costituita per lo più da plastica e rampicanti, in cannicciata, in modo da non costituire neppure riparo per la pioggia, per sue caratteristiche non propedeutico ad eventuali ampliamenti: tale intervento va considerato un semplice “arredo da terrazzo”. Come, infatti, evidenziato dalla giurisprudenza prevalente, il pergolato è “una struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze, costituita da un'impalcatura formata da montanti verticali ed elementi orizzontali che li connettono ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone; di norma quindi, come struttura aperta su tre lati e nella parte superiore, non richieda alcun titolo edilizio” a meno che sia provvisto di copertura e di tamponature non facilmente amovibili che lo qualifichi alla stregua di una tettoia ...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 12.04.2021 N. 2346

Va respinta la domanda di condanna della P.A. all'indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo previsto dall'art. art. 2 bis, della L. n. 241 del 1990, qualora non risulti previamente esperito, nel termine perentorio di 20 giorni dalla scadenza del termine entro il quale il procedimento amministrativo avrebbe dovuto essere concluso dall’Amministrazione, il ricorso all’Autorità titolare del potere sostitutivo ex art. 2, comma 9-bis, L. n. 241 del 1990, richiedendo l’emanazione del provvedimento non adottato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.03.2021 N. 2437

Negli appalti pubblici, il procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta è volto ad accertare l’attendibilità e la serietà dell’offerta e l’effettiva possibilità dell’impresa di bene eseguire l’appalto alle condizioni proposte; la valutazione ha natura necessariamente globale e sintetica, non potendo risolversi in una parcellizzazione delle singole voci di costo ed in una “caccia all’errore” nella loro indicazione nel corpo dell’offerta, costituendo esercizio di apprezzamento tecnico, non sindacabile in giustizia se non per illogicità, manifesta irragionevolezza, arbitrarietà ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.03.2021 N. 1841

La distanza minima fissata dall’art. 9 D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 di dieci metri dalle pareti finestrate è volta alla salvaguardia delle imprescindibili esigenze igienico sanitarie, al fine di evitare malsane intercapedini tra edifici tali da compromettere i profili di salubrità degli stessi, quanto ad areazione luminosità ed altro; trattasi di una norma che in ragione delle prevalenti esigenze di interesse pubblico ad essa sottese ha carattere cogente e tassativo, prevalendo sulle disposizioni regolamentari degli enti locali che dispongano in maniera riduttiva ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 09.02.2021 N. 1203

La natura di opera precaria non si evince dalla tipologia dei materiali utilizzati per la sua edificazione e, più in generale, dalle caratteristiche costruttive e di ancoraggio al suolo della stessa, quanto piuttosto da un elemento di tipo funzionale, dovendosi verificare se la stessa sia o meno destinata al soddisfacimento di esigenze durevoli, stabili e permanenti nel tempo; in sostanza, occorre avere riguardo all’uso cui il manufatto è destinato, nel senso che, se le opere sono dirette al soddisfacimento di esigenze stabili e permanenti, deve escludersi la natura precaria, a prescindere dai materiali utilizzati e dalla tecnica costruttiva applicata ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 08.01.2021 N. 311

ffinché possa considerarsi esistente una servitù pubblica di passaggio su di una strada realizzata in area privata, occorre che essa: a) sia utilizzata da una collettività indeterminata di persone, e non soltanto da quei soggetti che si trovano in una posizione qualificata rispetto al bene gravato; b) sia concretamente idonea a soddisfare, attraverso il collegamento anche indiretto alla pubblica via, esigenze di interesse generale; c) sia oggetto di interventi di manutenzione da parte della Pubblica amministrazione. ..
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